DI TANTO IN TANGO. LA VITA A DUE CORSIE. STICAZZI

Tangomarathon

Torno da un fine settimana dove ho speso tutta l’energia che avevo in corpo. Ho straballato. Non mi sono risparmiata mai, ho incontrato ottimi ballerini, perciò bilancio positivo.

Ma…

La vita va a due corsie, quelli che vanno veloci che hanno i cavalli motore sotto il culo e quelli più lenti.

Lo si vede in maratona, lo si vive quotidianamente.

In ogni cosa – purtroppo – c’è la serie A, la Champions League dei fighi, e le altre serie di quelli “meno” hot (per dirla all’americana e non ripetermi con un bel “sfigati”).

Anche in maratona, dove gente tosta (oltre a saper ballare, è necessario avere un fisico bestiale per resistere alle sessioni interminabili di ballo), non è tutta “tosta uguale”, anche lì, trovi il gotha e poi, tutti gli altri.

Gotha perchè, a quelli/e tu li saluti e loro ti rispondono anche (per cortesia, immagino) dato che vi siete incontrati in giro per il mondo più di qualche volta e le vostre, reciproche, facce, vi sono note. Quindi, trovandosi in un luogo per dar fondo alla suola delle scarpe, immagini che, magari non subito, magari non alla sera (dove bisogna mostrare più del solito le piume) che so, un pomeriggio alle 3.30 l’invito scatti.

Invece niente. Puoi morire che non succederà nulla.

E’ presto detto: loro viaggiano nella corsia di sorpasso e tu no.

Mi chiedo perchè io no. Non pretendo nè mi aspetto di fare tandas su tandas che, capisco, sono riservate agli amici più cari e ci può stare. Ma nemmeno una? Che tu, rispettosa del codice di comportamento, li guardi a dire “Mi piacerebbe sperimentare una tanda con te” e loro, ti guardano (gli stronzi) e poi – mezzo schifati o, comunque, totalmente disinteressati, girano lo sguardo sulla giovinetta di turno.

STICAZZI.

Quanto mi hanno rotto questi uomini, che poi, li ho osservati ballare e non sempre viaggiano con ballerine da empireo, e quindi, potrebbero concedersi pure con me.

Invece: sticazzi, proprio no.

E quindi esiste tutto un sottobosco di persone meravigliose, quelli che non pigiano costantemente sull’acceleratore, che ti regalano momenti preziosi, sorrisi compiaciuti dopo un bel giro di pista riuscito bene.

E sapete che vi dico? Me li tengo ben stretti questi meravigliosi e umani ballerini e persone con i quali non si condivide solo “Narciso”, ma il piacere, vero, dello scambio, della condivisione e abbracci dati anche con sentimento.

STICAZZI.

Pimpra

PS: ho riferito degli uomini, ma ci sono donne che si comportano esattamente nello stesso modo.

IMAGE CREDIT: GIO’ IL FUZ

ATTIMI BELLI III°

MOMENTI

La panchina rivolta al mare,

Il mare appoggia il suo sguardo azzurro su di me

su questa panchina, da solo, con il mio zaino di ricordi.

In mano ho il libro che porto con me quando viaggio,

ne sfioro la carta

e riprendo la lettura.

La panchina rivolta al mare,

Il mare appoggia il suo sguardo azzurro su di me

il libro ed io

da soli,

anche questi sono “attimi belli” …

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA TS

CARO SIGNOR TOPAZ …

AMICHE

Caro Signor Topaz,

siamo due signore di mezza età nate nelle ventose lande del nord est, italianissime al 100% benché vissute nell’estremo lembo di terra che separa la “Vecchia Europa” dai lontani Balcani.

Non si può certo dire che rappresentiamo le tipiche ospiti del suo yacht di lusso estremo … però, caro Signor Topaz, una volta nella vita, potrebbe far salire anche noi, quelle evidentemente “fuori scala”, per età, per altezza, per inutilizzo di silicone, per il conto in banca a mò di colabrodo, per le rughe, per i capelli senza le extension, perchè non usiamo sempre i tacchi e nemmeno il push up…

Caro Signor Topaz, ma che glielo diciamo a fare, ci piacerebbe scattarci una istantanea insieme a Lei, magnate del petrolio e di quanti altri affari non si sa, una foto da far vedere alle amiche, per poter dire di essere state a fianco a un conto in banca che cammina. Sa, di questi tempi, incontrarne come lei, non è cosa di tutti i giorni.

Caro Signor Topaz, mi tolga una curiosità: chi è quel pirla che le ha suggerito un nome così tremendo per una nave del genere, perché, sa, a quella persona lei dovrebbe togliere il saluto, dopo averla depennata dal suo libro paga.

Perchè, caro Signor Topaz, la classe, quella vera, non si può comprare a suon di bilioni, la mia amica ed io lo sappiamo bene, perchè noi, di quella, siamo miliardarie.

Caro Signor Topaz, è stato un piacere.

Buona vita, buona navigazione.

Pimpra & …

IMAGE CREDIT: ANDREA PRESTA TS

SECONDO NATURA

campo_di_grano_tramontoSarà capitato a tutti voi di avere un periodo colorato di acciacchi vari, pruriti esistenziali fastidiosi, insomma un classico momento no.

D’estate, il gran caldo poi, esalta ancor più i malesseri.

Sentendomi un catafaro come non mi accadeva da tempo, e avendole provate tutte, mi sono ricordata di uno sciamano conosciuto tanti anni addietro che mise a posto i disturbi miei e dell’allora marito.

Ho preso appuntamento e ci sono andata.

Dall’analisi delle mie unghie, dalle domande, dal test chinesiologico è risultata una fotografia di una me parecchio disarmonica.

Detto fatto, dieta (MALEDIZIONE!!!), e un sacco di rimedi naturali per cercare di rimettere a posto, in armonica coesistenza, i distretti del mio corpo.

Voglio crederci con tutta me stessa, in primis perchè ho avuto un ottimo risultato tantissimi anni fa, in secundis perchè la medicina tradizionale non è mai riuscita ad aiutarmi a risolvere la problematica.

Acquisto i rimedi, accendo un mutuo (questo è il lato negativo di fare una scelta di medicina alternativa) e inizio.

Sapete che c’è? FUNZIONA.

E io non ci posso ancora credere, e mi pare che stavolta il problema che mi affligge troverà la soluzione. E quanto sono contenta.

Che poi, a voler ben guardare, il nostro corpo cerca di parlare sempre con noi che rimaniamo sordi alle sue richieste e ci ammaliamo.

Il solo problema, lo ripeto, è che per vivere “secondo natura” bisogna essere almeno benestanti e forse è anche questa una delle ragioni per cui, moltissimi di noi, evitano accuratamente tutte le scelte ed i percorsi naturali.

E dico che è un vero peccato…

Pimpra

Se volete approfondire, alcuni link interessanti: qui, qui

IMAGE CREDIT QUI

ATTIMI BELLI II°

Foto di Pimpra

Foto di Pimpra

C’è il sole.

E ci sei tu.

Il vestito colorato come una promessa d’estate.

Ti guardo,  cercando un sì.

Ci sei tu, ci sono io, il mare che ci guarda, il sole accarezza la nostra giovinezza.

Ci sei tu, ci sono io, i nostri “Attimi belli”…

PAROLA D’ORDINE: RESISTERE!

chewing-gum1Credo di aver masticato almeno 3 pacchetti di cingomme per sopportare i morsi della fame del secondo giorno della dieta proteica che, unita alla PMS incombente, rende l’impresa di perdere qualche grammo, davvero titanica!

Onde rafforzare la volontà nella stoica lotta ai carboidrati, alle voglie di dolce degli ormoni premestruali, al cervello che vuole lo zucchero (ovvero liquirizia gommosa a manate), ieri ho riattivato l’abbonamento scaduto alla palestra, secondo la migliore scuola di pensiero del: “NO PAIN, NO GAIN”.

Mi presento all’appuntamento con il terrore di passare davanti a tutti quegli specchi che tappezzano la palestra a voler dire “Guarda che fisico di merda ti ritrovi!” o, ai pochi fortunati, “Ma quanto figo/a sei!!!” [inutile dire che rientro nella prima categoria].

Affronto il tappeto rotante e, miracolosamente, le gambe girano. Il fiato è un’altra storia e stantuffo come una vecchia locomotiva. Certo, corro più veloce degli altri 3 compagni di fatica, ma faccio un rumore imbarazzante. I giovani mi guardano un tantino schifati, ma che ci fa nel regno della figa, una vecchia locomotiva sudata e rumorosa come quella?

Me ne fotto. Oppure devo cambiare palestra: me ne fotto.

Passo agli addominali, mentre il mio corpo cerca di eliminare le tossine accumulate in mesi di baldorie alimentari, e sudo, e sono paonazza, e da cesso divento una cloaca.

Ripeto: me ne fotto.

Tappetino, peso da 2,5 kg, palla da pilates e inizio la serie.

Vicino a me un ragazzo, giovane, molto giovane che è lì da almeno mezz’ora e non ha nessuna intenzione di smettere. Con un occhio lo guardo, anzi lo ammiro, per la flessuosità, per la resistenza, per l’originalità dei suoi esercizi e, per non sudare una sola goccia, per non respirare di un solo decibel più intensamente. Tutto così naturale, fluido, come se stesse sul divano a guardare un film.

Finisco ciò che dovevo fare e lo lascio ancora continuare le sue prodezze addominali.

Dopo poco la mia seduta è tolta. E’ il primo giorno, mi fermo qui.

Una cena senza nulla di cui avesssi voglia e, il mattino seguente, prova bilancia: 1.8 kg in più rispetto la mattina prima.

Prendo la pistola per suicidarmi con un colpo secco ma, haimè, ho finito le pallottole. Rimando.

Insisto, la parola d’ordine è: RESISTERE (sto facendo la dieta in cordata con un amico che non posso tradire).

Secondo giorno. Un inferno. Ho fame alle 11 del mattino. Pranzo a frutta alle 13. Alle 3 del pomeriggio lecco la scrivania.

E’ dura, molto dura.

Ma insisto, la parola d’ordine è: RESISTERE.

E per caso scopro che il mio vicino di addominali del giorno prima è un ballerino del musical Priscilla e capisco tante cose.

E, mi convinco ancora di più che… la parola d’ordine è: RESISTERE!!!!

😀

Pimpra

ATTIMI BELLI

Attimi Belli(foto di Pimpra)

C’è il sole.

L’amica di sempre.

I vestiti colorati che è primavera.

Le chiacchiere.

Ci sei tu, ci sono io, il mare che ci guarda, il sole che accarezza i capelli bianchi, la stessa voglia di vivere, la stessa gioia.

Ci sei tu, ci sono io, i nostri “Attimi belli”…

Pimpra

LA TOSCA MEDITATION EDITION 2013

IMAGE CREDIT: GIO' IL FUZ@facebook

IMAGE CREDIT: GIO’ IL FUZ@facebook

Torno da un fine settimana ad alto tasso di stimoli, ricco di cose belle: viste, vissute e godute. Proprio come piace a me.

Anche questa maratona è finita e con lei rimane la scia colorata di emozioni che, sempre, un evento del genere regala.

Innanzitutto un sentito plauso alle “Tosche”, team di donne/tanguere/madri/professioniste/splendide ballerine che hanno organizzato un evento con tantissimi elementi “contro” eppure, anche questa volta, ne sono uscite vincenti.

Per chi organizza (e lo so molto bene), quando la location collaudata non è più disponibile, iniziano i guai. Perchè, con tutta l’espereinza che uno ci mette, l’elemento “imprevisto/imprevedibile” è sempre lì, pronto a giocare tiri mancini, e la Tosca Marathon, non ha fatto eccezione.

Ma, nonstante tutto, l’atmosfera magica, l’abbiamo respirata tutti.

Ho imparato che la maratona di tango, ha tre fasi naturali: il venerdì è dedicato ai saluti, al ritrovo degli amici, degli abbracci più vicini al cuore. Il pomeriggio del sabato (il momento che preferisco)  il demonio tanguero si scatena. Il corpo è più riposato, la luce esterna regala maggiore vigore e il tempo della milonga si consuma, letteralmente, a far fuori più tandas possibili. Sguardi accesi, sudore, sorrisi. Uno spettacolo meraviglioso!

E poi c’è il clou, la sera del sabato. Qualcosa cambia, l’atmosfera cambia, si fa più rarefatta, essenziale. I ballerini sono sazi, adesso non cercano più di soddisfare un corpo assetato di abbracci, la sera vogliono la tanda del secolo, la ricerca dell’onda perfetta del surfista californiano, la sera è conquista.

E’ un bel vedere, non è sempre un bel “sentire” perchè il gotha tanguero ha le sue regole, il suo “galateo” di nicchia: o sei dentro o sei fuori.

E’ stata un’esperienza ricca, stimolante e, per certi versi, “mistica”, così come nelle premesse delle sue ideatrici che ringrazio per l’invito, per lo sforzo organizzativo, per l’accoglienza che, sempre, regalano ai loro ospiti!

Pimpra

CENT’ANNI E NON SENTIRLI

Immaginiamo l’evento più stressante per una donna che ha, da poco, passato la boa dei 40: l’incontro con gli ex compagni di liceo.

Aggiungiamo che non si è trattato dell’incontro a 5-10-20- 25 anni dalla maturità con la propria classe ma di un grande evento che ha riunito tutte le generazioni di petrarchini per festeggiare il centenario di fondazione del Liceo.

Serata di gala, abito scuro per gli uomini. Le donne, stando al protocollo, dovevano indossare l’abito da sera.

Parte il giro di mail con gli ex compagni e, tra le ragazze, decidiamo di seguire la regola del galateo: in lungo. Ricordo di avere, tra le pieghe dell’armadio, uno splendido vintage anni ’60 che mi sta a pennello. Perfetto per l’occasione, perchè, mi tocca ammetterlo, sono una petrarchina “vintage” pure io.

Come molte altre donne della mia generazione, ho passato gran parte della giornata di sabato a “prepararmi”, più psicologicamente che fisicamente che, tanto, da quel lato c’era ben poco da poter “rimediare”.

All’arrivo al Molo IV una spaventosa coda all’ingresso dichiarava, senza dubbio alcuno, l’attaccamento degli ex allievi, al loro Liceo.

Ieri sera ho sentito anche io il senso di appartenenza, il piacere di incontrare persone conosciute in ambito professionale e i sorrisi che ne sono scaturiti scoprendo di far parte dello stesso gruppo, l’orgoglio del clan.

Molti ex petrarchini hanno fatto carriera politica ed è stato divertente vederli, di fazioni diverse, scambiarsi gran pacche sulle spalle sorridendo e cantando insieme.

Balli sfrenati a suon di canzonette datate (quelle di quando ero adolescente, per capirci) e gruppi di ex studenti che rivivevano nella danza i festini dell’epoca.

E che dire degli ex amori adolescenziali, incontrati dopo tantissimo tempo? Il cuore che si emoziona ancora al ricordo o lo stupore di aver provato tanto amore per una persona che, oggi, vediamo così improbabile al nostro fianco?

Alcuni sono “cresciuti” (invecchiati è un pessimo termine da usare in queste occasioni) molto bene, mappature di rughe più o meno profonde a merlettare visi con la stessa luce giovane negli occhi, altri, invece, si vede che sono più maturi.

E i ragazzi, con i loro visi freschi, la voglia di fare una gran cacciara, la curiosità di mettere il naso nel mondo e di costruire la loro vita, come erano belli!

E così, tra un brindisi, una risata, un gossip la serata è scivolata via leggera e spensierata.

Ho voluto la t-shirt celebrativa e il centuannuario perchè petrarchini si rimane per sempre.

Adesso non resta che “tener duro” per i festeggiamenti dei 150 anni!

Pimpra

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