
Mentre guidavo per sette ore per raggiungere la meta confesso che un pensiero l’ho fatto. Un bel “ma chi me lo fa fare” di far tanta fatica e macinare chilometri di strada per raggiungere una milonga.
Una bella domanda, infatti. Se poi guardo la mia carta d’identità, è quasi imbarazzante.
Il caldo di questi giorni è stato un potenziale deterrente per mandare tutto all’aria. Un clima così pesante che perfino respirare richiedeva uno sforzo, con gli occhi che lacrimavano per il troppo calore. Un piccolo assaggio d’inferno. Eppure, nonostante tutto, la prua della piccola utilitaria puntava decisa a sud-ovest. Direzione Fiumaretta di Ameglia, in braccio alla Marathonguera.
E’ stato un weekend di fuoco e sudore, condito da una brezza di mare che – purtroppo – verso le sei di sera lasciava spazio a calma piatta e umidità rovente.
Ma dove non arriva la resistenza fisica, ci pensa la passione tanguera a inventare nuove risorse. Abbiamo ballato tande su tande, così bagnate che all’uscita dalla doccia eravamo decisamente più asciutti.
Ma che importanza ha, se in quella fusione di musica, abbraccio e respiro si esprime tutta la gioia di vivere di cui siamo capaci?
Ecco che il caldo erculeo si trasforma: diventa un compagno di viaggio che accetti di buon grado perché la festa è troppo bella per fartela rovinare.
Consiglio la Marathonguera a tutti, specie a coloro che hanno bisogno di staccare la testa, a chi cerca una pausa di autentica, fluida leggerezza (la sauna, del resto, la offrono generosamente gli organizzatori!) Lì non manca nulla: l’abbraccio del mare, la luna che si specchia nelle acque del fiume prima del salto nel blu, la brezza lieve della sera che finalmente ritorna.
E poi sorrisi, tantissimi. E abbracci scivolosi sulla pelle madida, eppure ancorati a quel sentire unico, profondo, che ci regala la tanda.
Marathonguera è ritrovarsi. Tornare liberi, fluidi, sollevati da terra. Questo, per lo meno è l’effetto che ha fatto a me.E pazienza se ho scambiato un quantitativo di sudore imbarazzante; in fondo si tratta solo di acqua e sali.
Per l’anno prossimo farò scorta di integratori nella borraccia. E poi, chi mi ferma più? E se qualcuno mi chiederà: “Ma chi te lo fa fare?”, credo di avere finalmente la risposta.
Pimpra


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