C’è il sole.
E ci sei tu.
Il vestito colorato come una promessa d’estate.
Ti guardo, cercando un sì.
Ci sei tu, ci sono io, il mare che ci guarda, il sole accarezza la nostra giovinezza.
Ci sei tu, ci sono io, i nostri “Attimi belli”…
C’è il sole.
E ci sei tu.
Il vestito colorato come una promessa d’estate.
Ti guardo, cercando un sì.
Ci sei tu, ci sono io, il mare che ci guarda, il sole accarezza la nostra giovinezza.
Ci sei tu, ci sono io, i nostri “Attimi belli”…
Pubblicato da Pimpra in 25 giugno 2013
https://pimpra.blog/2013/06/25/attimi-belli-ii/
Credo di aver masticato almeno 3 pacchetti di cingomme per sopportare i morsi della fame del secondo giorno della dieta proteica che, unita alla PMS incombente, rende l’impresa di perdere qualche grammo, davvero titanica!
Onde rafforzare la volontà nella stoica lotta ai carboidrati, alle voglie di dolce degli ormoni premestruali, al cervello che vuole lo zucchero (ovvero liquirizia gommosa a manate), ieri ho riattivato l’abbonamento scaduto alla palestra, secondo la migliore scuola di pensiero del: “NO PAIN, NO GAIN”.
Mi presento all’appuntamento con il terrore di passare davanti a tutti quegli specchi che tappezzano la palestra a voler dire “Guarda che fisico di merda ti ritrovi!” o, ai pochi fortunati, “Ma quanto figo/a sei!!!” [inutile dire che rientro nella prima categoria].
Affronto il tappeto rotante e, miracolosamente, le gambe girano. Il fiato è un’altra storia e stantuffo come una vecchia locomotiva. Certo, corro più veloce degli altri 3 compagni di fatica, ma faccio un rumore imbarazzante. I giovani mi guardano un tantino schifati, ma che ci fa nel regno della figa, una vecchia locomotiva sudata e rumorosa come quella?
Me ne fotto. Oppure devo cambiare palestra: me ne fotto.
Passo agli addominali, mentre il mio corpo cerca di eliminare le tossine accumulate in mesi di baldorie alimentari, e sudo, e sono paonazza, e da cesso divento una cloaca.
Ripeto: me ne fotto.
Tappetino, peso da 2,5 kg, palla da pilates e inizio la serie.
Vicino a me un ragazzo, giovane, molto giovane che è lì da almeno mezz’ora e non ha nessuna intenzione di smettere. Con un occhio lo guardo, anzi lo ammiro, per la flessuosità, per la resistenza, per l’originalità dei suoi esercizi e, per non sudare una sola goccia, per non respirare di un solo decibel più intensamente. Tutto così naturale, fluido, come se stesse sul divano a guardare un film.
Finisco ciò che dovevo fare e lo lascio ancora continuare le sue prodezze addominali.
Dopo poco la mia seduta è tolta. E’ il primo giorno, mi fermo qui.
Una cena senza nulla di cui avesssi voglia e, il mattino seguente, prova bilancia: 1.8 kg in più rispetto la mattina prima.
Prendo la pistola per suicidarmi con un colpo secco ma, haimè, ho finito le pallottole. Rimando.
Insisto, la parola d’ordine è: RESISTERE (sto facendo la dieta in cordata con un amico che non posso tradire).
Secondo giorno. Un inferno. Ho fame alle 11 del mattino. Pranzo a frutta alle 13. Alle 3 del pomeriggio lecco la scrivania.
E’ dura, molto dura.
Ma insisto, la parola d’ordine è: RESISTERE.
E per caso scopro che il mio vicino di addominali del giorno prima è un ballerino del musical Priscilla e capisco tante cose.
E, mi convinco ancora di più che… la parola d’ordine è: RESISTERE!!!!
😀
Pimpra
Pubblicato da Pimpra in 21 Maggio 2013
https://pimpra.blog/2013/05/21/parola-dordine-resistere/
C’è il sole.
L’amica di sempre.
I vestiti colorati che è primavera.
Le chiacchiere.
Ci sei tu, ci sono io, il mare che ci guarda, il sole che accarezza i capelli bianchi, la stessa voglia di vivere, la stessa gioia.
Ci sei tu, ci sono io, i nostri “Attimi belli”…
Pimpra
Pubblicato da Pimpra in 17 aprile 2013
https://pimpra.blog/2013/04/17/attimi-belli-2/
Torno da un fine settimana ad alto tasso di stimoli, ricco di cose belle: viste, vissute e godute. Proprio come piace a me.
Anche questa maratona è finita e con lei rimane la scia colorata di emozioni che, sempre, un evento del genere regala.
Innanzitutto un sentito plauso alle “Tosche”, team di donne/tanguere/madri/professioniste/splendide ballerine che hanno organizzato un evento con tantissimi elementi “contro” eppure, anche questa volta, ne sono uscite vincenti.
Per chi organizza (e lo so molto bene), quando la location collaudata non è più disponibile, iniziano i guai. Perchè, con tutta l’espereinza che uno ci mette, l’elemento “imprevisto/imprevedibile” è sempre lì, pronto a giocare tiri mancini, e la Tosca Marathon, non ha fatto eccezione.
Ma, nonstante tutto, l’atmosfera magica, l’abbiamo respirata tutti.
Ho imparato che la maratona di tango, ha tre fasi naturali: il venerdì è dedicato ai saluti, al ritrovo degli amici, degli abbracci più vicini al cuore. Il pomeriggio del sabato (il momento che preferisco) il demonio tanguero si scatena. Il corpo è più riposato, la luce esterna regala maggiore vigore e il tempo della milonga si consuma, letteralmente, a far fuori più tandas possibili. Sguardi accesi, sudore, sorrisi. Uno spettacolo meraviglioso!
E poi c’è il clou, la sera del sabato. Qualcosa cambia, l’atmosfera cambia, si fa più rarefatta, essenziale. I ballerini sono sazi, adesso non cercano più di soddisfare un corpo assetato di abbracci, la sera vogliono la tanda del secolo, la ricerca dell’onda perfetta del surfista californiano, la sera è conquista.
E’ un bel vedere, non è sempre un bel “sentire” perchè il gotha tanguero ha le sue regole, il suo “galateo” di nicchia: o sei dentro o sei fuori.
E’ stata un’esperienza ricca, stimolante e, per certi versi, “mistica”, così come nelle premesse delle sue ideatrici che ringrazio per l’invito, per lo sforzo organizzativo, per l’accoglienza che, sempre, regalano ai loro ospiti!
Pimpra
Pubblicato da Pimpra in 11 marzo 2013
https://pimpra.blog/2013/03/11/tosca-meditation-edition-2013/
Immaginiamo l’evento più stressante per una donna che ha, da poco, passato la boa dei 40: l’incontro con gli ex compagni di liceo.
Aggiungiamo che non si è trattato dell’incontro a 5-10-20- 25 anni dalla maturità con la propria classe ma di un grande evento che ha riunito tutte le generazioni di petrarchini per festeggiare il centenario di fondazione del Liceo.
Serata di gala, abito scuro per gli uomini. Le donne, stando al protocollo, dovevano indossare l’abito da sera.
Parte il giro di mail con gli ex compagni e, tra le ragazze, decidiamo di seguire la regola del galateo: in lungo. Ricordo di avere, tra le pieghe dell’armadio, uno splendido vintage anni ’60 che mi sta a pennello. Perfetto per l’occasione, perchè, mi tocca ammetterlo, sono una petrarchina “vintage” pure io.
Come molte altre donne della mia generazione, ho passato gran parte della giornata di sabato a “prepararmi”, più psicologicamente che fisicamente che, tanto, da quel lato c’era ben poco da poter “rimediare”.
All’arrivo al Molo IV una spaventosa coda all’ingresso dichiarava, senza dubbio alcuno, l’attaccamento degli ex allievi, al loro Liceo.
Ieri sera ho sentito anche io il senso di appartenenza, il piacere di incontrare persone conosciute in ambito professionale e i sorrisi che ne sono scaturiti scoprendo di far parte dello stesso gruppo, l’orgoglio del clan.
Molti ex petrarchini hanno fatto carriera politica ed è stato divertente vederli, di fazioni diverse, scambiarsi gran pacche sulle spalle sorridendo e cantando insieme.
Balli sfrenati a suon di canzonette datate (quelle di quando ero adolescente, per capirci) e gruppi di ex studenti che rivivevano nella danza i festini dell’epoca.
E che dire degli ex amori adolescenziali, incontrati dopo tantissimo tempo? Il cuore che si emoziona ancora al ricordo o lo stupore di aver provato tanto amore per una persona che, oggi, vediamo così improbabile al nostro fianco?
Alcuni sono “cresciuti” (invecchiati è un pessimo termine da usare in queste occasioni) molto bene, mappature di rughe più o meno profonde a merlettare visi con la stessa luce giovane negli occhi, altri, invece, si vede che sono più maturi.
E i ragazzi, con i loro visi freschi, la voglia di fare una gran cacciara, la curiosità di mettere il naso nel mondo e di costruire la loro vita, come erano belli!
E così, tra un brindisi, una risata, un gossip la serata è scivolata via leggera e spensierata.
Ho voluto la t-shirt celebrativa e il centuannuario perchè petrarchini si rimane per sempre.
Adesso non resta che “tener duro” per i festeggiamenti dei 150 anni!
Pimpra
Pubblicato da Pimpra in 11 novembre 2012
https://pimpra.blog/2012/11/11/centanni-e-non-sentirli/
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