ESSERE MERIDIONALI

Ce la metto tutta, sempre, nelle cose che faccio e a cui, particolarmente, tengo. Ma proprio tutta. Non mi risparmio. Fatica, dolore, impegno, abnegazione, motivazione, testa bassa verso la meta.

Eppure…

La variabile impazzita che mi sfugge e fa sì che il grande lavoro venga, praticamente, reso inutile. Che incazzatura. Che fastidio. Che frustrazione.

E voi  mi chiederete: e che sarà mai questa variabile impazzita?

Eh… troppo facile smazzare le carte e raccontarvi tutto… mi butterei la zappa sui piedi e ho imparato che non è saggio farlo.

Perciò mi limito a riportare le parole che una persona molto saggia mi ha detto: “Ognuno di noi è sempre meridionale a qualcun altro, è la vita

La mia replica decisa “Certo, lo so e accetto qualità e doti che stanno nel cervello. Mi piace confrontarmi con persone che hanno tanta testa, le ammiro, sono la mia ispirazione. Non sopporto, invece, dover combattere categorie dell’essere che hanno a che fare esclusivamente con il corpo, perchè, quella, è sempre una lotta impari e anche molto stupida.”

Ma la vita è anche questo: saper incassare le sconfitte, elaborare i difetti e renderli  – possibilmente- virtù e continuare ad impegnarsi. SEMPRE.

E che palle però! 🙂

Amici Cari, vado ad indossare l’armatura! 😉

Pimpra

VIALE DEL TRAMONTO

La prova provata di averlo imboccato, il viale del tramonto, è certificata dalla reazione che ha il Testosteronico titolare della palestra.

Quando entri tu: gli sale il sopracciglio e vede chi sei, esce un distrattissimo “Buonasera” senza neppure alzare lo sguardo dal pc.

Entra la Fighetta ventenne: gli sale il sopracciglio e vede chi è, saluta affettuosamente, sorride, e, quando il badge non prende, si precipita ad aiutare la pulzella, prendendolo lui in mano, guardandola negli occhi e facendolo strisciare lentissimamente come se di tutt’altro si trattasse e quando la barra si apre dice “benvenuta” e sorride sornione sotto il bafffetto curato.

La Fighetta ventenne, come se ne avesse bisogno, vede innalzarsi a livello esponenziale la sua autostima e- tronfia- va in spogliatoio a cambiarsi.

Tu che osservi la scena  capisci immediatamente che sei diventata, inesorabilmente, vecchia.

CIAPA SU E PORTA A CASA” si dice dalle mie parti…

Con la coda tra le gambe ma con gambe che quelle sbarbatelle sul tappeto rotante me le magno, non mi resta altro che… che… ecchenesò!!!

🙂

Pimpra

STILEMI

Una piacevole serata alternativa a quanto faccio di solito: appese le scarpette da tango sono andata all’inaugurazione di una mostra sulla bio architettura. Va da sè che, dell’argomento, non capisco nulla, ma è stato comunque molto interessante.

Gli architetti, gli ingegneri delle costruzioni, sono una categoria tutta particolare. Con un po’ di impegno e di allenamento potremmo imparare a riconoscerli tra mille persone. Come?

Ciò che ho trovato di più singolare e divertente è che, una volta raggiunto un certo grado di notorietà, di fama, oppure quando sono agli esordi della loro carriera, amano indossare alcuni “pezzi” di abbigliamento che parlano per loro, parlano della loro professione, come se, sempre, l’umanità intera dovesse conoscere il mestiere che fanno.

Ritengo assolutamente singolare questo modo di porgersi al mondo e, parzialmente, anche ridicolo, specie se, a farlo, sono gli uomini.

Comunque, il mondo è bello perchè è vario.

Mi diverto parecchio a immaginare come mi dovrei vestire per informare il mondo del lavoro che faccio. Mamma mia che incubo, indossare perennemente la “divisa”, ammantarmi costantemente del ruolo, nascondendomi sempre, scambiando l’apparenza per l’essenza.

Non fa per me, decisamente.

Bontà loro, comunque, avranno motivati motivi per essere come sono.

Vi dò un indizio: gli occhiali, rigorosamente nerd, neri per i più depressi, colorati per i più alternativi.

A parte tutto questo ieri sera ho scoperto che… “DENTRO AL GRIGIO C’E’ TUTTO”.

… E chi lo avrebbe mai detto! 🙂

 

Un sorriso a voi tutti e BUON SOLE!

Pimpra

LA MIA FETTA DI SACHER

La voglio, voglio la  mia fetta speciale di sacher.

Voglio il dolce.

Voglio la sorpresa di scoprire come sarà la marmellata al suo interno.

La glassa di cioccolato si frantuma sotto i denti emanando un godurioso piacere.

Voglio il mio “pacco dono”, voglio la mia sorpresa.

Invece niente. Ci sono giornate in cui ti vien giù tutto in testa e di solito è un sapore amaro.

Mi consolerò immaginando che tutto dovesse andare come lo avevo pensato. Anche se so perfettamente che così non è.

Tanto meglio. La mia sacher fantasticata, almeno, non mi farà ingrassare…

Amici Cari, sono un po’ stufa, oramai, di questa siberiana perturbazione. Ho finito la lista di cose da raccontarmi per non mettere su il muso. E voi?

Buona continuazione di giornata!

Pimpra

SFIDA ADOLESCENZIALE

Parlare ancora di meteo, dopo tutto quello che ci raccontano i telegiornali, non ha alcun senso. Quindi vi racconterò di come si possa convertire una situazione climatica sfavorevole, in un divertente gioco adolescenziale.

Qui a Trieste, spira, da giorni, un vento di bora pazzescamente teso (130- 140 km orari di raffica) sicchè la vita quotidiana diventa difficile da gestire. Non si può andare in scooter, o, meglio, si può, ma a proprio rischio e pericolo, non si possono stendere i panni, bisogna vestirsi “tecnici” perchè il vento si insinua in ogni dove. In una parola, una discreta rottura di scatole, per non parlare della temperatura siberiana, sotto zero di quasi 5 gradi, ma perceptiti almeno 10 di meno causa l’amata bora.

I triestini “gagliardi”, che vogliono far vedere al mondo il loro disprezzo per il pericolo, amano affrontare la forza degli elementi sulla cima del molo audace, più in cima possibile. Perchè? Presto detto: il mare, in queste condizioni, ghiaccia creando un pack che rende impossibile restare in piedi, le raffiche sollevano onde che, infrangendo sul bordo del molo inondano letteralmente di spruzzi la terraferma e chi ha l’ardire di starci. Morale: se non si vola direttamente in acqua, ci si bagna come pulcini e, come minimo, si cade malamente a terra.

La sfida dei “muloni” e di alcune “mule” triestine è quella di raggiungere la cima del  molo, farsi la foto (prova inoppugnabile dell’impresa compiuta) e, possibilmente, ritornare alla base sulle proprie gambe. In secundis, cercare di evitare la broncopolmonite, tonsilliti varie, ma quelle son cazzate…

La sottoscritta, che ha felicemente superato la barriera degli anta, si sente giovane e frizante come il vento di casa sua e ha deciso di cimentarsi nell’impresa. Ce l’ha fatta, autoscatto compreso, anche se, in verità, non ha raggiunto l’estremità del molo (ma con gli stivali di cuoio e abiti da ufficio, era onestamente una straordinaria cazzata provarci),

Tutto questo per dire che, nella vita, ci si può divertire anche con molto poco. Ci si può sentire giovani, giocando come fanno i ragazzi. Ci si può sfidare per vedere di mettere alla prova le inibizioni, le paure, la poca volontà di “muovere il sedere” per fare qualcosa di diverso.

Ecco, i miei 20 minuti di gloria personale me li sono proprio goduti ieri pomeriggio. Oggi posso coccolarmi sotto la calda copertina e sorridere tra me e me! 🙂

Amici Cari, Buon fine settimana a voi tutti!

Pimpra

PS: I triestini, notoriamente goliardici, hanno pensato anche ai nuovi residenti e ai turisti, leggete le istruzioni in caso di bora forte. Fonte: https://www.facebook.com/RegataBarcolana

fonte: https://www.facebook.com/RegataBarcolana

DA TRIESTE CON FURORE!

Una coperta di freddo siberiano si è impadronita del Bel Paese regalando temperature polari, vento e tanta neve. Inutile affondare il coltello nella piaga ricordando che l’ondata di maltempo era prevista e che siamo in inverno, quindi il meteo ci sta tutto!

Epperò… qui a Trieste gli eventi atmosferici sono come esaltati dal roboante ruggito della bora che si sta scatenando in uno sciame di raffiche che si insinuano per le vie della città.

A condire lo scenario ci si è messa pure la neve che in alcuni punti della città si è fissata al pavimento stradale, regalando simpatici tranelli di ghiaccio.

Eppure, nella scomodità di dover lasciare a casa lo scooter, imparare quale linea dell’autobus è idonea a riportarmi a casa, informarmi sul prezzo del biglietto, sugli orari, ecco in tutto questo nuovo modo di percepire la città, mi sento assolutamente viva, a mio agio in questo vento, dentro al freddo polare.

Lo spettacolo che offono le rive schiaffeggiate da potentissime raffiche di bora, onde che abbandonano il naturale letto del mare per infrangersi sulla terra ferma, inondando la passeggiata, il molo e tutto quanto si trovi sulla loro disarticolata corsa.

Adoro questa città così “aspra e forte”, così tagliente e secca, imbronciata e musona.

Adoro questo vento selvaggio e insolente.

E’ così, con il volto sferzato da minuscoli spilli di ghiaccio, noi triestini ci sentiamo vivi. Eccome!

Amici Cari, buona continuazione di giornata!

Pimpra

I LOVE LOVAT VERY MUCH

Una domenica triestina che mi sembrava di essere a New York. Brunch in libreria, come i veri. Calice di rosso dal nome impronunnciabile e aroma delicato, sfogliatine al forno con crema di verza e piccolo vassoio di formaggi da gustare con le gelatine di frutta e, amici inseparabili, i libri.

Stavo d’incanto, il sole radente filtrato dalle persiane, il brusio rispettoso dei vicini di tavolo e poi, nessun imbarazzo ad essere lì da sola.

Non ho – ovviamente-  resistito alla tentazione di acquistare due libri, che con la letteratura nulla hanno a che vedere, ma che ben si intonano all’umore del momento.

Che bella la città goduta passeggiando senza orari e destinazione, senza la fretta di andare in un dove, a fare qualcosa, ad incontrare qualcuno.

Viversi il tempo libero fino in fondo, far correre gli occhi dove hanno voglia di andare e … camminare. Senza sosta, in una domenica invernale.

Questi si chiamano momenti di gioia!

Amici Cari, buona continuazione di giornata!

Pimpra

I IKEA VERY MUCH

Stavolta ci sono andata battagliera e organizzata. Con la lista di quanto mi serviva per davvero, le misure, le caratteristiche, le foto degli ambienti di casa, per cercare, in caso di dubbi, di immaginare un accostamento “veritiero”.

E, neanche questa volta, sono uscita dal negozio, con ciò che desideravo.

Perchè, ad esempio, ho scordato di misurare la larghezza della finestra del soggiorno che, dopo 11 anni di vita a casa mia, mi è finalmente venuta voglia di metterci una tenda. Voi direte che non sarà un’impresa così difficile acquistare un bastone a occhio, a spanne. Invece sì, è molto difficile! Che ne so io quanto sono 210 cm o 324!!!! se la differenza è abissale o no? non ne ho idea!!! Chiedo aiuto alla signorina Ikea e, con la mia sfortuna, ovviamente sono incappata in quella più imbranata di me! “Signora, sa, difficile consigliarla, le finestre non sono tutte uguali!!!” , già, come avevo fatto a non arrivarci da sola!!! Morale, ho preso 2 bastoni, uno  andrà bene di sicuro e l’altro… boh, lo userò per picchiare i vicini di casa! 🙂

Continuando, altro impossibile acquisto da fare da sola: mensole. Anche se avevo le misure, mi sentivo sconcertata e incerta. Ne ho prese 3, di alluminio, mi sembravano bellissime, da mettere in bagno, il primo commento che ho ricevuto è stato “Sono da cucina”, orpo, ma come, all’Ikea non siamo tutti creativi??? che ho fatto, aggio sbalgiato acussì??? Secondo commento, quello a cui – forse – presterò più attenzione è stato “Vuoi bucare le piastrelle del bagno?”, no, io non di certo, quella santa anima che mi aiuterà, ovviamente!

E così per tutti gli articoli “necessari” che avevo in lista. Ero in difficoltà, per certe cose mi serve un uomo, meglio sarebbe un fidanzato che la trasferta si colora, in qualche modo, di romanticismo….

Invece da sola, con un carrello ingestibile (portavo in giro due pali della luce – i bastoni per le tende), sono caduta sulle cose che mi divertono e di cui, molto probabilmente, potevo fare a meno…

Vabbè, credo che la soluzione, per la mia prossima missione-Ikea sarà quella di munirmi di un accompagnatore, abile con il metro, con sensibilità di arredatore e tanto, tanto comprensivo! 🙂

Qualcuno si offre?

Amici Cari, buona serata e, a tutte le Amiche, AUGURI BEFANACCE!

Pimpra

DIALOGO CON IL SEDERE – III°

Ieri pomeriggio, dopo tanto, sono andata a fare shopping. Entro nel negozio di un amico e mi metto a sbirciare.

Il sederone si arrabbia quasi subito e attacca: "e che palle! non è possibile! solo moda per anoressiche!!!! io dove entro in pantaloni così stretti?"

io "per favore non cominciare! non mi far fare brutte figure!!! stai zitto!"

lui "zitto un paio di ciufoli! spiegami come faccio ad entrare in questi pantaloni, così strizzati che mi esce il cervello!!!!"

io "tesoro, non ti preoccupare, non comprerò jeans sì stretti, il giusto, così ti sentirai a tuo agio!"

In quello una ragazza esce dal camerino, vestita di nero che sembra una liquirizia, anzi è come una liquirizia- sottile sottile, nera.

Il suo piccolo sedere, con una vocina lieve, dice al mio "beato te! mi sembra che il rapporto con la padrona vada bene, c’è dialogo… la mia padroncina.. invece…"

Lui e io, insieme "… invece???"

il piccolo sedere "Lei non fa altro che insultarmi, dicendomi che sono troppo grosso, che sono troppo grasso, che sono cellulitico, che sono piatto, che sono moscio che sono…"

noi, in coro "basta! smettila!!!! Devi reagire, non puoi farti trattare così! ma se sei così piccolo che a momenti ti confondevamo con l’etichetta dei jeans!!!"

Mentre io cercavo di convincere la piccola ragazza- liquirizia che non era un enorme tubo di lardo, come lei si dipingeva, lui, il mio sederone, dava consigli al piccolo sederino su come sconfiggere la carestia di carne che lo affliggeva.

La ragazza- liquirizia è uscita dal negozio senza comprare nulla, perchè si vedeva grassa.

Io e il mio sederone invece, ci siamo regalati una tunica fasciante che mette in risalto lui, le gemelline, e piace da matti anche me!

… decisamente molto meglio fare pace con se stessi!

Pimpra

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