
Dicono che il settimo anno sia quello della crisi, dicono che dopo due anni la coppia può già iniziare a scricchiolare, ma dicono anche che “se funziona, funziona”.
7.0 edizioni di “Maratonguera” due delle quali le ho vissute in prima persona.
Quest’anno mi sono goduta la trasferta come una vera e titolata “tangotrotter”, viaggiando e condividendo l’appartamento con più amici tangueros, il che ha aggiunto piacere e divertimento alla gioia di calpestare le tessere azzurrine del pavimento di mosaico che ricopre la pista dove si balla.
In fondo al mio cuore, lo posso confessare, avevo una piccola preoccupazione, mi chiedevo se l’edizione 2024 sarebbe stata altrettanto brillante come la precedente. Una vocina mi suggeriva di mantenere bassissime le aspettative che non si sa mai, non sempre è domenica.
Sono partita in sordina il venerdì, una pesante settimana di lavoro alle spalle e un lungo viaggio di 5 ore mezza per raggiungere la meta, il corpo non riusciva a slegare le fibre irrigidite dalla stanchezza e la testa non si staccava dai pensieri.
Ci ha pensato la compagnia, l’allegria delle persone intorno a me, la musica a tratti vellutata e impetuosa a creare lo spazio necessario per far posto al tango, a quel momento in cui il corpo è libero da ogni costrizione e la mente razionale spenta, un silenzio pervaso unicamente da musica e abbracci.
Le tre giornate sono state un crescendo di piacere tanguero, una connessione di anime dai pic nic condivisi all’ora di cena, ai discorsi profondi fatti dentro alla notte più scura.
Ho dormito poco, ho mangiato molto, ho ballato ancora di più, sono stata circondata da anime affini, in un luogo magico, che dio lo conservi, per quanto è bello.
Maratonguera 7.0 è un matrimonio riuscito, di quelli che dici “beati loro”.
Grazie a Flavio e Marcella per rinnovare ad ogni edizione la promessa di renderla sempre più bella.
Pimpra


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.