SPIGOLATURE

Adolescente negli anni 80. Periodo particolare, esageratamente proiettato verso un’estetica edonista in cui, il valore “umano” delle persone, era secondario al loro apparire fisico.

Sofferenze enormi.

E’ difficile crescere, accettare e comprendere il corpo che cambia e starci bene insieme, quando poi, ti rendi conto che il tuo B side è ben più polposetto del modello di riferimento e le tue tette sono il contrario, che non sei una valkiria e i tuoi fianchi sono un’anfora greca piuttosto che un sottile flute… diventare donna è un casino tremendo.

Diete, estreme, cancellazione di tutto ciò che ha forma curvilinea, tentativo di assomigliare –  per massimi sistemi-  a come una ragazza doveva essere.

Epperò, non è un momento che passa facilmente, perchè, quando nella testa entra un simile virus, ti accompagna per lungo, lunghissimo tempo…

E diventi grande, e combatti, e lotti per farcela, per accettare te e la linea morbida dei tuoi fianchi, le dune accennate del tuo seno, le spalle larghe da nuotartice. Perchè questo sei.

Incontri qualcuno che, finalmente, ti fa sentire una donna al 100% e che ama ogni anfratto di tutto quello che c’è dentro e fuori.

L’estasi non dura a lungo, perchè, un giorno ti svegli che hai quarant’anni e lo specchio ti racconta di una nuova stagione che – credevi – di essere pronta ad affrontare.

E i demoni risaltano fuori dal baule, e ti fanno le boccacce, ma tu che sei diventata forte, li rimetti al loro posto.

E’ una bella sensazione, accettarsi nella diversità.

Consapevole che vivi in un mondo di merda, perchè le donne, secondo questa società vuota, dovrebbero essere delle Barbie senza età che la cellulite della 46 enne Cindy Crawford, fa inorridire i più.

Ma  stiamo scherzando???? E lei se ne fotte e indossa gli shorts.

Chapeau alla donna, vera.

Quasi quasi mi faccio coraggio pure io…

E voi, cosa ne pensate?

Pimpra

TRISKELL, ELFI E PREVISIONI

Mi presento all’appuntamento molto casual, lascio a casa i tacchi e indosso gli orecchini “Love and Peace” che tanto mi corrispondono, sono e resto una figlia dei fiori. L’amica, puntualissima, è già lì che mi aspetta e il terzo del gruppo arriva in quell’istante.

Vengo immediatamente rapita dalla strana “fauna locale”, giovani e meno giovani curiosamente vestiti da elfi, scozzesi in kilt e pancia fuori, strani tabarri, ghirlande di fiori,  molti sorrisi, litrate di birra e musica celtica a condire gli ingredienti.

Triskell, kermesse celtico-triestina diventata un appuntamento fisso delle estati del Nord Est.

Mi sembra di aver fatto un balzo in un dove slegato dalla realtà, dentro a un fumetto fantasy, in un paese incantato.

I due amici a fatica mi stanno dietro mentre scodinzolo tra le bancarelle che vendono tutto/quello/che/avrei/voglia/di/comprare, in pochi minuti fulmino i primi 30 euro della serata e l’amica, non è da meno…

Un breve pit stop per rinfrescare l’ugola asciutta e via verso maga magò che mi faccio leggere le carte. Arriviamo nella collinetta dove, tre elfette/streghette maneggiano arcani maggiori sbirciando nel futuro dei loro clienti.

C’è la fila e – chi l’avrebbe mai detto! – molti uomini in attesa di divinazione! Mentre gli amici si siedono sull’erba a chiacchierare, mi metto in coda e osservo. C’è il giovane quasi sposo che chiede alla maga se è il caso di fare il grande passo, la donna che riceve la bella notizia che diventerà mamma, la rampante femme fatale che vede garantita la sua ascesa ai vertici aziendali e poi… tocca a me.

Mi capita l’elfa che avrei scelto, mi siedo e chiedo il consulto lungo. “Cosa vuoi sapere?” chiede con accento del sud (scoprirò poi che è napoletana), “Mi parli d’amore” rispondo.

Bypassando lo scenario esistenziale, l’elfa era proprio un personaggio. Alla scoperta delle sue origini, se ne esce con un “Detesto gli uomini meridionali!” , “Ah beh, se lo dice lei… e perchè li detesta?”, “Perchè mentono”… infila una perla di pensiero positivo dietro l’altra, ma è molto simpatica e, quando mi dice “Vieni a trovarmi anche l’anno prossimo” mi sciolgo in un sorriso divertito.

Gli amici mi aspettano curiosi. “Allora come è andata?” chiedono, mi limito a rispondere “Portatemi a bere, va là…” e loro, compagni,  mi hanno presa sotto braccio e portata via.

E siccome delle miserie umane bisogna sorridere e distaccarsi, uno di loro mi ha detto “La prossima volta per un piatto di pasta e un euro simbolico, il consulto te lo faccio io!”

E ridendo, abbiamo fatto le ore piccole…

Pimpra

CREATIVO SACRILEGIO

Cosa c’è di più sacro, di più amato, desiderato, agognato, sognato oggetto del desiderio per una donna che, in aggiunta, balla il tango?

LE SUE SCARPE.

Non bastano mai.

La folle corsa ad accaparrare paia su paia non conosce limiti e dilaga infestante come il virus di Ebola. Non ci si può sottrarre. Malattia letale. Feticismo ai limiti.

Ebbene, quest’oggi, ho messo in atto il più sublime e creativo sacrilegio che, una donna e ballerina di tango, potesse anche solo concepire: utilizzare le amatissime “bambine” all’esterno di una pista di ballo!

FOLLIA!

Invece no.

Come il mio nuovo amico Osho insegna, alla luminosa affermazione di “Ama te stesso”, ho trovato – con grande amore- la soluzione a un problema di outfit lavorativo che dovevo assolutamente risolvere.

Tutto era perfetto: il minimale abito bianco, la giacchettina asciutta, la borsa da lavoro grandicella in pendant ma… le scarpe – orrore!!!-  con il tacco da rifare, pertanto immettibili sulla marmorea superficie dove dovevo recarmi per lavoro.

E poi, in un attimo, l’illuminazione: le scarpette che non riesco ad utilizzare per ballarci perfette per chiudere il mio look in modo impeccabile.

Detto fatto.  Sono chic e minimale come volevo. Perfetta.

Affronto i gradini di casa con un senso di colpa devastante (“ma cosa sto facendo!!! è un sacrilegio!”) che bypasso per la sopravvenuta necessità.

Non serve aggiungere che è stato un successo planetario… 🙂

E poi, sia mai mi venisse voglia di muovere due passi, le scarpette sono già al loro posto!

Pimpra

 

LIBRI CHE TI INCONTRANO E NON PER CASO

La mia magra umanità, di quelle, per intenderci, che sono ben poco evolute in molte circostanze della vita (leggi il post precedente), ha ricevuto un dono meraviglioso, proprio nei giorni in cui rotolava velocemente dentro l’insoddisfazione.

M’è arrivato in mano un testo di Osho acquistato qualche tempo addietro che, nella premessa, tratta immediatamente delle “aspettative” e di quanto le stesse ci rovinino la vita.

Basta poco, a volte, a far cambiare la direzione alla giornata, a rinsaldare l’umore, a darci una svegliata. Ecco, il mio “momento Panda”, quello che amo definire del “dolce risveglio”, mi è giunto così, prendendo in mano un libercolo, edizione economica (incollato – per intenderci, non cucito a filo refe…) che titola semplicemente “Con te e senza di te” del mistico indiano Osho.

Nodo centrale della trattazione è il più lapalissiano dei postulati possibili: “Ama te stesso”, “sii egoista in questo amore” solo così potrai fare del bene agli altri.

La mia illuminazione. La mia piccola Buddhi  scesa dal cielo.

Ama tutto di te, il bello e il brutto, godi della vita che ti è stata data in dono, celebrala, sii quello che sei fino in fondo, così irradierai un luce e una gioia e un benessere tali che sarai positivamente contagioso anche per gli altri.

Ebbene, ho fatto mia la tesi.

Quindi:

  • la pioggia del we non è stata la punizione ma la manna del cielo per riposarmi, fare lunghe dormite, leggere (appunto!) e dedicarmi – con Amore – a me, alle mie attività preferite, alle persone che amo.
  • i malumori che si  sono alternati sono stai letti con cuore benevolo e non con occhio maldicente, nella comprensione dell’altrui debolezza
  • ho goduto della mia compagnia quando, in spiaggia, deliziavo il mio essere dello spettacolo naturale, dei cavalloni che infrangevano sulla costa, del vento, del canto roco e stonato di aria e onda.
  • e, anche la sveglia del lunedì, ricordandomi all’ultimo nanosecondo utile che avevo un appuntamento alle 8.00, non mi ha fatto incavolare, in totale armonia mi son detta “muovi il culo che riesci anche ad arrivare in tempo” e così è stato.

Amici Cari, a chi passa per di qua, fate vostro il mantra della felicità “AMA TE STESSO”, sono certa che la giornata vi regalerà mille sorrisi!

Pimpra

ESSERE DONNA

Mi chiedevo se, prima di scendere dal cielo e incarnarci, quando eravamo ancora anime, ci è stato chiesto di scegliere se vivere da maschio o da femmina oppure se il sesso ci è stato imposto dall’alto.

Non è una questione banale, affatto!

Guardo me. Son vecchia e molto saggia, consapevole dei mutamenti legati al tempo, alla stagione, all’età, al momento del mese, alla fase lunare, a chi sto frequentando, allo stress del lavoro, all’andamento sussultorio del mio conto in banca e a un milione di altre infinite variabili, imprevedibili e impazzite che hanno il potere di agire sull’umore, sulla visione del mondo, sulla percezione corporea di me stessa e regalano un sapore dolce e pepato all’esistenza o restituiscono un gusto amaro come il miele.

All’uomo, tutto questo trambusto non accade!!!

Cosa lo turberà mai? La partita di calcio della squadra del cuore che se va bene, si fa gran festa (in tutti i sensi…) altirmenti TRAGEDIA, la mamma che rompe, la suocera in visita, la compagna (se esiste quella fissa) che ha i suoi “giorni dello squalo” ma lui non li subisce troppo perchè trova mille attività più importanti da fare che lo salvano dalla tempesta, portandolo lontano, la gioia di una promozione al lavoro, una bella donna che regala un sorriso, un’avventura di letto, una serata con gli amici a fare il pockerino bevendo birra e raccontandosi le peggio  balle sulle conquiste femminili…

Agli uomini va tutto più facile. Una specie di codice binario: 1-2 2-2 1 e via così.

Loro, hanno scelto bene.

Visto un tanto, chiedo al mio Angelo di spiegarmi perchè ho scelto le tette, in questa vita, perchè a me sembra tutto così complicato e,  spesso, non capisco! 🙂

Pimpra

MENS SANA IN CORPORE SANO

Ci sono quelle giornate in cui, se ti mettessero davanti qualcuno da sbranare, non ti si scompiglierebbe nemmeno un capello, mentre, sotto le zanne, stai triturando le ossa del malcapitato e tu, ovviamente, sei vegetariana. Le famose “giornate nere” quelle in cui  un umore torvo, puzzolente di carbon cook, aleggia intorno alla tua persona, più passano le ore, peggio stai e avresti voglia di farla finita con tutto e tutti.

Miracolosamente hai imparato che su di te funziona “mettere in moto” il corpo, facendolo sfogare di brutto, accellerando i battiti del cuore, imperlando vistosamente la fronte di sudore: a te, lo sport salva. In primis da te stessa.

E’ così ho fatto, ieri sera, presentandomi con un umore inquinato come i fumi della Ferriera in palestra e trovando – manco fosse un segno del destino-  il mio tapis roulant preferito libero che aspettava solo me!

45′ di PURO PIACERE.

A “manetta” * come si dice dalle mie parti, stimolata sicuramente dal complimento ricevuto da una splendida giovinetta, al mio arrivo sulla macchina.

“Buonasera! Ma sa che la mia coinquilina ed io parlavamo di lei, della signora bionda, che corre velocissima sul tappeto rotante e ci chiedevamo come fa! Ma lei, signora, scusi se mi permetto, come fa???!!!”

E’ bastato ricevere un complimento del genere da una splendida ragazza di 25 anni che il malumore si è sciolto al sole, l’autostima schizzata ai  massimi e la voglia di muovere le gambe ha raggiunto livelli di prestazione incredibili!

Pimpra “Grazie del complimento, ma sai, un tempo correvo, probabilmente sono facilitata. Comunque, sulla terra ferma, è un’altra storia!”

Mi sono gasata come poche volte, sono volata sulla pedana e la velocità saliva con costante disinibizione.

Ho sudato come una spugna e dai miei pori è uscito, evaporando, tutto il malumore.

MORALE:

1.  a cena, pizza, senza  mezzo senso di colpa.

2. non mi sono addormentata guardando il film

2. sveglia presto stamattina in particolare stato “pimprante”

3. desiderio di indossare i tacchi, tanto per ricordarmi che sono una donna

4. serenità zen nell’affontare la giornata lavorativa (e la settimana) che sono impegnative, come non mai.

Rivolgendomi a Fiore di Cactus, che pompava bicipiti dall’altra parte  “Sai cosa voglio come regalo?”

FdC, con la faccia preoccupata e a punto interrogativo, togliendosi le cuffiette, azzarda un “Cosa vuoi?”

Pimpra “Un tapis roulant da tenere a casa!!!”

FdC, sentita la richiesta, fatto “pat pat” sul mio testone, si è rimesso gli auricolari,  voltandomi le spalle.

Ho continuato lo stretching, immaginando dove avrei posizionato l’enorme macchinario, nel mio piccolo appartamento!

🙂

Che meraviglia surfare tra le endorfine!!!

Pimpra

*A manetta= a tutta velocità

CAMPANE DI VETRO

La pausa mensile del venerdì pomeriggio tra le sgrinfie della parrucchiera che ti rimette a nuovo la criniera, consentendoti, a pieno titolo, di essere annoverata “tra le bionde” (che non è sempre un complimento…) 🙂  è un momento piacevole della tua vita in corsa.

Arrivo, non devo dire nulla che già sanno tutto, mi siedo, mi accomodano sulle gambe gossip di tutti i tipi e non devo fare altro che guardare le figure. Il cervello imbalsamato, per leggere quella spazzatura, non serve nemmeno tenerlo acceso, mani sapienti che, a volte tirano una ciocca a volte accarezzano la cute, in un mix molto rilassante.

La semi tortura dura due ore abbondanti e, quando arrivo alla fine, ho una gran voglia di uscire di lì, ondeggiare la chioma dorata e andare per i fatti miei.

Epperò, quest’oggi, il finale di seduta è stato interessante.

Scoprire come una madre, giovane, si facesse mille e uno problemi per trovare la maestra d’asilo (!!!) per la figliola perchè:

<< “la mia”*  xè ssai bona e sensibile e mì no vojo che la resti shoccada, perchè, te sa (rivolta ad un’altra mamma) no se pol ciaparla con le maniere forti e mì non vojo una maestra severa!!>>

Non ho potuto restare insensibile alle parole, al giro infinito di frasi che questa mamma ha utilizzato per definire la sua figliola come esserino meraviglioso da proteggere e trattare – vita natual durante – con i guanti.

Una campana di vetro che non finiva più. E, mentre l’altra mamma – timidamente – cercava di dire che, tra bambini, spesso, c’è molta competizione e, a volte cattiveria, la prima mamma quasi stava per svenire…

E non ho potuto non ripensare a quando, in terza elementare mio padre mi diede due paia di guantoni da boxe (quelli suoi e di suoi fratello) e mi disse:

<< Pimpra, è ora di confrontarti con Tobia, così, finalmente, smetterete di litigare. Ma vi chiarirete alla pari, vi menerete il giusto e vincerà il più forte>>.

Non so se mio padre ebbe ragione, ma diedi un gran sinistro dritto in faccia al povero Tobia che non si aspettava che una bambina più piccola di età e di due teste più bassa di lui, avesse il coraggio di sferrare il pugno per prima.  Invece lo feci, lui cadde (più per la  sorpresa che per l’effettiva violenza) e, da allora, ci fu rispetto, fine di ogni violenza e fastidio e, dentro di me, una grande fiducia.

In me stessa e in quello che – volendo – potevo fare…

Giusto o sbagliato, non so, ma è servito…

Le campane di vetro, prima o poi si rompono o te le rompono gli altri… quindi, tanto vale, essere preparati. In fondo, è la vita.

LOVE AND PEACE.

Pimpra

ps * “la mia”, ripetuto mille volte, segnerà la piccola creaturina impedendole di crescere libera. I figli non sono una proprietà, sono nuovi esseri umani …

LA TETTA

TIRA.

E’ bastata l’immagine del post  qui sotto per scatenare orde di lettori. E il fatto la dice lunga, ma proprio lunga…

Intanto, mi permetto di ridere sotto i baffi.

MIAO!

Pimpra

FEEDBACK

Qualcosa non quadra.

Un mio seguace, letto il post precedente ha caldamente cercato di convincermi di farmi le tette (nuove).

O mi sono espressa male, prima, o, qualcosa non ha funzionato.

Ma non ho detto che, tutto sommato, mi piaccio così? E che è  cosa buona e giusta accettarsi per quello si è, che il fuori non è tutto, che esiste un’essenza interiore ben più potente?

… Evidentemente, all’esterno, il messaggio non è passato, poichè mi suggeriscono di migliorare quello che già c’è.

Non so se essere arrabbiata o fregarmene.

Mah… vado a godermi i biscottini da tv, appena sfornati, che è meglio!

BUONA SERATA A TUTTI

Pimpra

PROFUMO DI BICIPITI

Uno dei momenti belli della giornata, per una quarantenne come me, è l’allenamento in palestra.

Ma non in una palestra qualsiasi, nella “Palestra”: colà dove, ovunque, ci si lustrano gli occhi con tutti i più bei muscoletti che l’essere umano è in grado di portare sul corpo.

In più, ce n’è per tutti i gusti. I piccoli Big Gim, dall’età imprecisata di 18 a quella sotto soglia 30, rallegrano lo sguardo di ogni donna presente nella sala, si possono trovare alti o piccolini, molto gonfi oppure più asciutti ma ben delineati, mori, biondi, rossi, chi più ne ha, più ne metta.

Il corollario sublime della fantascienza muscolare incarnata in esseri umani è, ovviamente, rappresentata ai massimi livelli, dagli allenatori e titolari dell’ameno luogo. Perfezione fisica in movimento.

Che dire di più se non che è un piacere farsi uscire acido lattico al posto del sudore, impazzire con esercizi al limite, cercando di resistere allo sfacelo fisico che, irrimediabilmente, attacca tutti i corpi pigri…

Eppure, in tutto questo “tanto”, c’è un “troppo” che stona.

Gli adorati Adoni che lavorano come dei  matti a preparare la loro carrozzeria per ben figurare nelle loro occasioni di giovani che sia una bella esposizione di sè in spiaggia o una performance a due sotto le lenzuola, sono talmente tanto carichi di testosterone che … lasciano una scia odorosa al loro passaggio.

Essere maschio_maschio è un plus valore, e sono la prima a dirlo, ma va gestito.

Quindi, come insegna Nonna Papera:

1. la maglietta per l’allenamento DEVE essere pulita

2. dopo l’allenamento la maglietta si mette SUBITO in lavatrice, insieme a calzini e a tutto il resto che si è sudato

3. possibilmente si usa, in lavatrice, la candeggina delicata che ammazza i batteri puzzoni

4. (Solo per maschi_:maschi EVOLUTI) le ascelle depilate (meglio) o almeno “tosate”, evitano maggiormente la formazione di odore isopportabile

5. Il deodorante- OBBLIGATORIO – si usa DOPO ESSERSI LAVATI.

Adorati Uomini con questi piccoli accorgimenti, sublimerete il piacere che, noi donne, di tutte le età, abbiamo nell’ammirare i vostri corpi scultorei, frutto di dedizione e fatica!

🙂

Pimpra

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