RIFLESSIONI SULLA SOLIDARIETA’

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Non è difficile definire il nostro un mondo crudele, spietato, duro, in cui i deboli sono piegati dai più forti, dove avere cuore è segno di debolezza, in cui i sentimenti diventano negativi poiché espongono chi li prova alle peggio cose.

Una società globale, multirazziale, stratificata, in cui gli ideali si sono colorati di una patina che li rende grigi e privi di senso.

La vecchiaia viene calpestata come una stagione della vita di cui liberarsi in nome della ricerca della giovinezza eterna che rimane vuota e priva di contenuti.

Fare il bene del prossimo è quasi utopia.

Eppure…

In questo scenario misero la vita non vuole cessare di esistere e piccole scintille esprimono la loro luce.

Anche il mezzo più becero, futile, inutile mai inventato, Facebook, a volte si tramuta in ottimo mezzo per… fare del bene, aiutare. Il che ha dell’incredibile.

Fortunatamente esistono esseri umani che sono molto umani, ma nel senso più elevato del termine e continuano a battersi per quegli alti ideali che riempiono e danno senso alla loro vita. Tra questi, vi è una grande pletora di persone che hanno scelto, come loro ipotetica battaglia personale, la cura degli animali che poi, se trasliamo il senso, è pure cura della natura e dell’ambiente.

Ed ecco che, lo smarrimento di un animale da compagnia, diventa tam tam mediatico per tutti coloro che hanno quella particolare sensibilità animalista. E’ vero, c’è la possibilità di ottenere un compenso, ma di sicuro questo non arriva se il soggetto non si attiva in primis per cercare l’animale perduto.

Però condividere, passare la voce è utile, porta la notizia in giro e, magari, il fortunato “avvistatore”/”ritrovatore” del gatto si intascherà pure un gruzzoletto.

Al di là di questo, apprezzo questa forma di solidarietà, fatta anche di parole di incoraggiamento e di speranza che scrivono, in fondo, che bisogna crederci sempre.

Forse l’essere umano potrà ancora stupirci per la sua ritrovata “umanità”. Forse…

Pimpra

ps: posto pure qui l’annuncio di smarrimento. Il gatto si chiama Ciccione e vive a Trieste, in via Archi nel rione di San Luigi. Le vie del signore sono infinite, non si sa mai che qualcuno lo abbia visto…

ps: il compenso sono diventati 1.000 euro.

Ciccione 2

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