
Ricordi che svaniscono e memorie che si accavallano.
Non c’è più nulla del quotidiano che resta, ogni cosa, bella o brutta, si mescola in un torrente spettinato.
Resta il tuo corpo, ogni giorno più lento, invecchiato da questo peso che non riesci a togliere. Arriverà il giorno in cui anche il mio sguardo ti sarà indifferente, o forse ti farà paura, non so.
L’estate è esplosa prepotente, come un ragazzino impulsivo che fa il bullo con l’amico più giovane. Il caldo si attacca alla pelle senza accarezzarla.
Nel mio rifugio fresco che di solito chiamo gabbietta, passo la giornata davanti al pc. Lettere, numeri mi scorrono davanti agli occhi ma sono assente.
Lo sguardo non immagina destinazioni lontane, è tutto qui. Nascosto in profondità dentro di me.
Oggi la giornata pesa più del caldo che attraversa la pelle.
Oggi quelle ferite antiche fanno male, come se i lembi di carne dovessero ancora incollarsi.
Non distinguo più le lacrime dal sudore.
Non vedo più la differenza tra un incubo o la realtà.
Oggi il caldo taglia la pelle. Non sono lucida. Aspetto il buio per riposarmi.
Pimpra
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