PIMPRA E I MOTORI: GIOIE E TREMORI

A primavera bisogna mettersi a fare un sacco di cose. Allenarsi, seguire – veramente – la dieta, riconciliarsi con la cellulite che tanto – prima o poi – andrà sfoggiata in spiaggia, e fare la revisione dei tuoi mezzi di trasporto.

Già perchè, proprio quando i soldi ti si accorciano miseramente nel conto, ti tocca pagare tutte insieme, un sacco di cose.

Mercoledì è il turno della macchina. A me sembra perfetta, aggressiva, metallica, un gioiellino. Consegno le chiavi al giovane meccanico dall’aspetto torvo. Mentre l’auto è sotto i test, continuo a tenere d’occhio l’espressione del ragazzo: sempre più imbronciata. Al che, penso che devo fare qualcosa, mi sta salendo l’ansia, non voglio nemmeno sapere cosa significhI non passare la revisione.

Mi rivolgo al collega più anziano, “Ma che faccia torva ha il vostro collega, non vorrà mica bocciarmi la macchina! Mi sento come una mamma in attesa che il figlio passi la matura… accipicchia che agitazione…!” la frase mi è uscita così bene che l’uomo si è messo a ridere, rassicurandomi sul fatto che il giovane collega quella faccia la porta sempre in giro così. “Ahhh meno male, perchè, sa, non potrei subire l’affronto di una bocciatura” e sorrido insieme a lui.

Morale 1: la macchina passa la revisione anche se: devo far riparare la parte finale della marmitta, i fari erano altissimi (e me li ha sistemati di sua sponte il meccanico torvo) e la ruota davanti ha evidenti segni di sgonfiaggio.

Pago la tassa, ringrazio e prendo appuntamento per lo scooter, non prima di aver fatto la selvaggia brutta figura di quella che non sa che anche i 2 ruote devono essere revisionati “Oh, ma come siete stati gentili! Grazie a voi non rischierò una salatissima multa!”

Venerdì pomeriggio è il turno del motorino. So che troverò il meccanico imbronciato e già so che devo essere gentile con il più anziano. Metto in atto il piano. “Buonasera Signori, eccomi di nuovo! Mi raccomando non fatemi scherzi che lo scooter è femmina e ha un brutto carattere!”, l’anziano ride, il giovane no. Stavolta però, sono più tranquilla, è il primo che farà i test al mezzo e so che per me prova una certa simpatia. Prima dell’appuntamento, infatti, avevo confessato che il 2 ruote aveva bisogno di pastiglie e forse dischi nuovi, tanto che avevo detto che sarei andata prima dal meccanico a farlo mettere a posto e poi a fare la revisione. Il gentile titolare dell’officina, invece, onde evitare il rischio della multa, mi ha permesso di fare il percorso contrario…

Morale 2: non ho praticamente più il battistrada della ruota posteriore, e, come sapevo, i freni sono da rifare.

Ebbene, sono stata promossa!

Morale 3: SOLO PER LE DONNE: Amiche care, sappiate che, a volte, nella vita, essere delle bionde  – apparentemente – svampite, ma allegre, simpatiche e gentili, porta a risultati GRANDIOSI!

Un felice fine settimana a voi tutti! 🙂

Pimpra

CURRY E TACCO 12

Venerdì pomeriggio, piccole commissioni in città.

Si respira aria di primavera e ne approfitto per accorciare pericolosamente l’orlo della gonna. Esco così, coscio in bella mostra, issata sui 12 cm di tacco degli stivali con la zeppa nascosta che divento improvvisamente (una finta) longilinea. [ma questo, lo so solo io.]

Arrivo da Toso dove, sempre, si fanno curiose esperienze. Mentre ordino una cubatura varia di spezie e gommose e morbide non posso non accorgermi della conversazione “maschia” del gruppetto di avventori. Stavano beatamente sputtanando una loro conoscente che, moglie inetta ai fornelli, proponeva all’ignaro consorte umili surgelati che rendeva regali cospargendoli di curry (forse per mascherarne il gusto poco interessante)… e loro ridevano e burlavano.

E’ stato più forte di me trattenermi da fare un commento salace che poi la discussione ha preso una piega ancora più ilare e giocosa per approdare a un invito per un calice di vino, nel bar lì a fianco. Avventore  “Ma lei che la xè vegetariana, ghe piasi l’uva?” (la Pimpra – sagacemente – ha già colto il subliminale doppio senso: uva=vino),  P. “ma certo, come no, non si tratta mica di sangue”  Avventore “Ecco allora la me permetti de offrirghe un calice qui a fianco.”    P.  “accetto solo se mi insegna una buona ricetta!”

Ci spostiamo di due metri più a destra ed entriamo al Malabar, locale molto noto agli avvinazzati triestini. Il mio nuovo amico ha 36 anni. Per gamba. Ed evidenti segni di una salute non proprio buona e un pancione dilatato. Credo di non rischiare nulla e accetto l’invito.

All’ingresso saluta i suoi amici che – immediatamente – mi guardano le gambe, restano increduli che quel nonno si sia presentato con una “figa” e mi offrono da bere. Lui si chiama Bruno e il suo amico (da 50 anni) è Nino. Sono lì con le loro – gonfissime- mogli che mi danno una veloce occhiata e nulla più. Sono talmente tanto più giovane e piacente di loro da non poter neppure essere una minaccia e continuano a bere.

Il “mio” Bruno, invece, è rimasto vedovo. Forse per questo è stato così galante con me, aveva voglia di scambiare due parole.

Il calice che mi è stato prontamente offerto da quella simparica compagnia di nonni, è stato condito da divertenti aneddoti sulla vita coniugale e sui metodi – ortodossi – che, all’epoca, si utilizzavano per far funzionare le cose.

“Mio papà, co’ iero mulo,  me gà insegnado che <bisogna cavar le piume dell’oca, senza che la zighi” che, tradotto e chiosato, significa “fare le corna [se proprio si cade nella trappola del sesso extra coniugale- ma solo in quello]- senza che la moglie ne sappia nulla, ovvero “no la zighi“.

Li ho trovati dolcissimi, quando raccontavano le marachelle della loro sfiorita giovinezza, delle grandi bevute che- sempre- hanno costellato la loro vita insieme.

E’ stato un momento molto bello, entrare nella vita di un perfetto sconosciuto che ti racconta di sè e, nel tempo in cui si può degustare un calice di bianco, ti chiede “Ma quando potremo rivederci?” e la Pimpra ha risposto “Il curry ci ha fatto incontrare, lasciamo libero il destino di decidere per noi”.

Con un sorriso, ho appoggiato il bicchiere e sono uscita.

Amici Cari come è bella la vita!

BUON FINE SETTIMANA!

Pimpra

NO PAIN, NO GAIN

Ormai febbraio è agli sgoccioli, con oggi anche il carnevale è finito, siamo proiettati come missili verso la bella stagione.

I negozi stanno facendo la muta e i colori gioiosi della primavera fanno capolino ovunque… iniziamo a renderci conto che, tra non molto, centimetri e centimetri di pelle cominceranno a saltare fuori dai vestiti…

ODDIO!

L’abbonamento alla palestra scade tra una settimana, andrà rinnovato, costi quel che costi.

La scheda uccidi-grassi diventerà la mia bibbia fino alla prima uscita in costume da bagno. Che panico. Più passano gli anni, più detesto (simbolicamente) vivere in una città di mare. Qui ci si spoglia a marzo e io, non sono preparata.

L’altro giorno ho testato sul tapis roulant  le mie nuovissime scarpette ultra leggere, dono di un collega che mi vuole tanto bene (soprattutto al benessere del mio lato b, evidentemente! 😉  ), una seduta a tutta birra che ha lasciato effetti collaterali devastanti: mi sono riempita di acido lattico che fatico a camminare!!! 😮

Ho  lavorato anche sulle braccia a rinforzare il deltoide che mi serve bello tonico quando mi diletto a far la maschia_maschia che alcune ballerine faccio fatica a portarle in giro…

Insomma, una fatica bestiale!

Che stress, non sopporto vedere il mio corpo cambiare, inflaccidirsi, prendere una morfologia che sa di vecchio/trascurato/pigro…

E quindi, per tenere duro e non mollare, ripeto a me stessa il mantra dello sportivo “NO PAIN, NO GAIN”… quando tutto il corpo mi fa male e la tentazione di tuffarmi a quattro palmenti sulle gommose e morbide diventa irresistibile…

E, a risultato ottenuto, appuntamento per la ceretta brasiliana.  Meritato riconoscimento di tutti gli sforzi, da sfoggiare con un bikini fluo, ovviamente! 😉

Amici Cari, che sia per voi tutti una ridente giornata di sole!

Pimpra

SFIDA ADOLESCENZIALE

Parlare ancora di meteo, dopo tutto quello che ci raccontano i telegiornali, non ha alcun senso. Quindi vi racconterò di come si possa convertire una situazione climatica sfavorevole, in un divertente gioco adolescenziale.

Qui a Trieste, spira, da giorni, un vento di bora pazzescamente teso (130- 140 km orari di raffica) sicchè la vita quotidiana diventa difficile da gestire. Non si può andare in scooter, o, meglio, si può, ma a proprio rischio e pericolo, non si possono stendere i panni, bisogna vestirsi “tecnici” perchè il vento si insinua in ogni dove. In una parola, una discreta rottura di scatole, per non parlare della temperatura siberiana, sotto zero di quasi 5 gradi, ma perceptiti almeno 10 di meno causa l’amata bora.

I triestini “gagliardi”, che vogliono far vedere al mondo il loro disprezzo per il pericolo, amano affrontare la forza degli elementi sulla cima del molo audace, più in cima possibile. Perchè? Presto detto: il mare, in queste condizioni, ghiaccia creando un pack che rende impossibile restare in piedi, le raffiche sollevano onde che, infrangendo sul bordo del molo inondano letteralmente di spruzzi la terraferma e chi ha l’ardire di starci. Morale: se non si vola direttamente in acqua, ci si bagna come pulcini e, come minimo, si cade malamente a terra.

La sfida dei “muloni” e di alcune “mule” triestine è quella di raggiungere la cima del  molo, farsi la foto (prova inoppugnabile dell’impresa compiuta) e, possibilmente, ritornare alla base sulle proprie gambe. In secundis, cercare di evitare la broncopolmonite, tonsilliti varie, ma quelle son cazzate…

La sottoscritta, che ha felicemente superato la barriera degli anta, si sente giovane e frizante come il vento di casa sua e ha deciso di cimentarsi nell’impresa. Ce l’ha fatta, autoscatto compreso, anche se, in verità, non ha raggiunto l’estremità del molo (ma con gli stivali di cuoio e abiti da ufficio, era onestamente una straordinaria cazzata provarci),

Tutto questo per dire che, nella vita, ci si può divertire anche con molto poco. Ci si può sentire giovani, giocando come fanno i ragazzi. Ci si può sfidare per vedere di mettere alla prova le inibizioni, le paure, la poca volontà di “muovere il sedere” per fare qualcosa di diverso.

Ecco, i miei 20 minuti di gloria personale me li sono proprio goduti ieri pomeriggio. Oggi posso coccolarmi sotto la calda copertina e sorridere tra me e me! 🙂

Amici Cari, Buon fine settimana a voi tutti!

Pimpra

PS: I triestini, notoriamente goliardici, hanno pensato anche ai nuovi residenti e ai turisti, leggete le istruzioni in caso di bora forte. Fonte: https://www.facebook.com/RegataBarcolana

fonte: https://www.facebook.com/RegataBarcolana

DIMMI QUANTE VOLTE FAI SESSO, TI DIRO’ CHI SEI

Volgendo lo sguardo intorno  mi rendo conto di stare dentro a un periodo di clamorosi, grandissimi, cambiamenti.

Tristissime notizie di amici che sono volati via, lasciando un enorme vuoto, altri che devono affrontare prove molto dure, in alcuni casi, battaglie per la vita. Energia fortissima e non sempre positiva. Ma, tant’è, non possiamo cambiare la situazione, solo cercare di viverla al meglio, al meglio di cui siamo capaci…

In tutto questo bailamme di vita vera ci sono loro- i personaggi inutili- che popolano i media di massa, lasciandovi loro tracce, tante piccole cacchine…

E’ di pochi giorni fa l’esternazione di una starlettina assolutamente inutile che ha voluto renderci partecipi delle sue ripetute (almeno 10) sedute orgasmiche alla settimana. Dichiarazioni che hanno acceso, è il caso di dirlo, la voglia ad altre vipponzelle nostrane che hanno tenuto a dichiarare che l’amato consorte è il loro “Rocco Siffredi”, lasciando aperte le fantasie più spinte sul buon uomo.

Si sa, la corsa al gossip più inutile è aperta ed è di oggi una nuova sparata di una ancor più inutile donnicciola dello spettacolo che dichiara -fiera- i suoi 5 orgasmi giornalieri, anche se non sempre raggiunti con suo interesse ma per felicitare il compagno “maschio_maschio” del sud che va sempre compiaciuto.

Inutile dire che metterei codeste ragazzotte direttamente a grigliare nel microonde per la loro stupidità, ma, altresì, mi è scappato di fare un veloce calcolo per vedere se “sono in media pure io”! 😀

… E voi, Amici e Amiche, vi sentite “al passo con i tempi”? Ovvero, performate il giusto??? Poichè “DIMMI QUANTE VOLTE FAI SESSO E TI DIRO’ CHI SEI”!

Un sorriso benevolo a voi tutti!

Pimpra

MA I SOGNI, SON DESIDERI?

Ma quanto bello è, certe sere, concedersi una divanata rilassante dopo la palestra, con l’insalatona sul tavolinetto, i croccantini di mais che sorridono dalla ciotolina e la Pimprotta che fa le fusa accanto a te?

E scegliersi un filmetto dove non serve pensare, tuffandosi in  una commediola romantica che Liala è considerata scrittrice di triller?

Poi il sonno che viene a prenderti con il suo passo felpato e ti infili nel lettone morbidoso e in un battito d’ali sei già addormentata…

… Mi dovevo risposare, ma è stata una sorpresa nella quale mi sono ritrovata, senza nemmeno sapere chi fosse il futuro marito. Al mattino l’annnuncio, al pomeriggio la cerimonia. Trovo un meraviglioso abito borghese, per me sono seconde nozze, riesco appena in tempo ad arrivare dove devo che mi accorgo di non avere le bomboniere. Panico, cerco di rimediare in qualche modo che poi accantono che l’effetto fa proprio schifo. Mi arrabbio tremendamente, così non si fa, gli ospiti si aspettano il loro piccolo dono e io non sono riuscita a provvedere!!! E poi, con chi me la prendo, non so lo sposo chi sia!

Aumenta l’ansia, si risveglia la razionalità che mi dice “che stai facendo?” e, mentre cerco di darmi le risposte, mi si para davanti il futuro marito che mi rassicura “Ho pensato a tutto io, volevo farti una sorpresa!” (Ho, più o meno rivissuto, elaborandola, la trama del film visto di sera… 🙂 )

Mi sono immediatamente svegliata. Pericolo scampato…

* * *

A questo punto la domanda sorge spontanea: i sogni son desideri?

Vorrei convolare a nozze o no?

Mi piacerebbe tanto capire cosa, il mio inconsico, vuole dirmi… 🙂

Amici Cari, buona continuazione di giornata!

Pimpra

I IKEA VERY MUCH

Stavolta ci sono andata battagliera e organizzata. Con la lista di quanto mi serviva per davvero, le misure, le caratteristiche, le foto degli ambienti di casa, per cercare, in caso di dubbi, di immaginare un accostamento “veritiero”.

E, neanche questa volta, sono uscita dal negozio, con ciò che desideravo.

Perchè, ad esempio, ho scordato di misurare la larghezza della finestra del soggiorno che, dopo 11 anni di vita a casa mia, mi è finalmente venuta voglia di metterci una tenda. Voi direte che non sarà un’impresa così difficile acquistare un bastone a occhio, a spanne. Invece sì, è molto difficile! Che ne so io quanto sono 210 cm o 324!!!! se la differenza è abissale o no? non ne ho idea!!! Chiedo aiuto alla signorina Ikea e, con la mia sfortuna, ovviamente sono incappata in quella più imbranata di me! “Signora, sa, difficile consigliarla, le finestre non sono tutte uguali!!!” , già, come avevo fatto a non arrivarci da sola!!! Morale, ho preso 2 bastoni, uno  andrà bene di sicuro e l’altro… boh, lo userò per picchiare i vicini di casa! 🙂

Continuando, altro impossibile acquisto da fare da sola: mensole. Anche se avevo le misure, mi sentivo sconcertata e incerta. Ne ho prese 3, di alluminio, mi sembravano bellissime, da mettere in bagno, il primo commento che ho ricevuto è stato “Sono da cucina”, orpo, ma come, all’Ikea non siamo tutti creativi??? che ho fatto, aggio sbalgiato acussì??? Secondo commento, quello a cui – forse – presterò più attenzione è stato “Vuoi bucare le piastrelle del bagno?”, no, io non di certo, quella santa anima che mi aiuterà, ovviamente!

E così per tutti gli articoli “necessari” che avevo in lista. Ero in difficoltà, per certe cose mi serve un uomo, meglio sarebbe un fidanzato che la trasferta si colora, in qualche modo, di romanticismo….

Invece da sola, con un carrello ingestibile (portavo in giro due pali della luce – i bastoni per le tende), sono caduta sulle cose che mi divertono e di cui, molto probabilmente, potevo fare a meno…

Vabbè, credo che la soluzione, per la mia prossima missione-Ikea sarà quella di munirmi di un accompagnatore, abile con il metro, con sensibilità di arredatore e tanto, tanto comprensivo! 🙂

Qualcuno si offre?

Amici Cari, buona serata e, a tutte le Amiche, AUGURI BEFANACCE!

Pimpra

… ROTOLANDO…

Con un sorriso sornione sotto il baffetto curato il testosteronico titolare della palestra mi augura buon anno chiedendomi “Allora te ga magnà patatine”, inutile negarlo, il primo istinto sarebbe stato quello di nascondere cosciotti e sederone dentro un sacco di juta (che non disponevo al momento)  – mentre la mente urlava “si vede già così tantoooooo?!!!” –  invece, signorilmente m’è uscita una decorosa risposta “il giusto!”

Mi avvio all’amato tapis roulant che, stranamente, era libero e programmo a 35′ la prima fatica del nuovo anno.

20′ di corsa leggera, 15′ di camminata in salita a passo da palpitazioni.

Mi aspetto la più cosmica delle sudate che purtroppo non arriva così abbondante come sperato, perchè, se non ti alleni da 3 settimane (!!!) i pori si chiudono e il tuo corpicino adorato decide che le tossine sono un bene prezioso e non te le vuol lasciare andare.

Il kg e mezzo, dono di libagioni inutili, è ben presente sul coscio e impedisce la fluidità della corsa. Me ne frego e, consapevole di dover iniziare i giochi sportivi con moderazione (non ho più l’età, devo ricordarlo), martello con falcata pesante la ruota di gomma che scorre sotto ai miei piedi, ipod a palla e fiatone che si fa sentire sempre più intenso.

Sotto di me, pulzelline di 20 anni, rimaste fighe e magre anche dopo le feste (le maledette!!!), ad un certo punto volgono lo sguardo verso l’alto, verso di me. Abbasso la mia musica e mi rendo finalmente  conto del rumore che faccio.

Imbarazzo. Vergogna. Culone. Gambotte. Imprecazioni interiori. Devo perdere 3 kg. Oddio mi sembra un’impresa titanica. Ma che mi frega, mi piace fare sport… In tutto questo delirio mentale, per rendermi ancora più appetibile agli occhi dei frequentatori dell’ameno luogo, ho iniziato (finalmente) a sudare come un maiale dentro al grill.

E sudavo e sbuffavo e facevo una fatica schifosa.

Morale: -1 kg dal  mattino

Morale 2: la pizza gustata a quattro palmenti per premiarmi delle fatiche ha prodotto un bel +1, 3 dal peso del dopo palestra.

Morale 3: oggi sono più grassa di 0.500 gr rispetto a ieri, prima dello sport.

Epperò, come si dice dalle mie parti “MAI MOLAR” e con questo spirito… tiriamo avanti!

Amici Cari, buona serata!

Pimpr(ott)a


Statistiche

– 2012 – SPERO …

Spero che non ci sia la fine del mondo. Ho ancora troppe cose da fare, emozioni da vivere, paesi da visitare.

Spero che l’amore sia presente e forte  nella mia vita.

Spero che il sorriso non abbandoni mai il mio cuore.

Spero di non sprecare tempo.

Spero di non mettere il mio cuore nelle mani sbagliate.

Spero di non avere le mani troppo bucate e, comunque, di non fare debiti in giro.

Spero di ballare così tanto da non avere più energia.

Spero di correre nel vento e anche se non sarò veloce, mi piacerà vivere la sensazione.

Spero di solcare il mare in barca a vela.

Spero di guadagnare di più.

Spero di avere la mente ispirata e di raggiungere mete interessanti.

Spero di potermi comprare il primo paio di Louboutin.

Spero di essere un’amica preziosa.

Spero di incontrare persone positive.

Spero e ancora spero e spererò per sempre che se smetto e mi intristisco anche le cose belle diventano brutte e buie e mi sento troppo male.

E, PER CHI PASSA PER DI QUA, SPERO CHE ANCH’EGLI SAPPIA SPERARE NEL MODO GIUSTO E … INSCIALLAH…

BUON ANNO NUOVO A TUTTI!

Pimpra

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