POST INUTILE

Recentemente, dopo secoli che non lo facevo, mi è capitato di andare a zonzo per la città, senza una meta particolare, così, per prendere aria fresca e guardare in giro.

Trieste, mi spiace dirlo, non si distingue per la qualità e la scelta di quanto i negozi offrono al passante. Si va dai negozi gestiti dai cinesi ai peggio franchising che il mercato propone, pochi gli spunti interessanti, di gusto e qualità.

Economia globale. Merci tutte uguali.  Consumo acritico.

E non solo nell’estremo nord est.

Torno da poco dalla splendida Lucca dove il dominio cinese sta mangiando di sè l’artigianato locale. In Toscana, non so se mi spiego.

Fa male la perdita di identità, la scomparsa di quanto connota il gusto italiano nelle sue forme e rappresentazioni più tipiche.

In un grande magazzino a sbirciare, sono letteralmente inorridita. Non parliamo dei materiali con cui vengono costruiti abiti, borse, scarpe, biancheria per la casa ecc, l’orrore è stato vedere il “brutto”, il “cattivo gusto” esibirsi in ogni metro del negozio!!!

Non è pensabile che solo i danarosi possano varcare la soglia delle boutiques e – sperare – di trovare ancora il buon gusto italiano.

O hai i soldi  e puoi apparire almeno un po’ decente, altrimenti… è quasi impossibile…

Eppure non posso abiturarmi che, anche noi, stiamo lentamente scivolando nel cattivo gusto.

Peccato, è proprio un grande peccato…

Pimpra

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4 commenti

  1. antigonewoland

     /  30 ottobre 2012

    si ti capisco, ma il buon gusto è una questione personale, una questione di educazione ed instinto. E non serve davvero entrare in una botique e comprarsi un vestito da 10.000 euri per avere buon gusto. anzi io credo che questo atteggiamento, questo demandare a qualcun’altro, lo stilista, il proprio buon gusto, sia qualcosa che ci ha progressivamente allontanato dall’esercitarlo personalmente. Per questo poi spuntano persone che in nome della moda si conciano in maniera ridicola, pensando che solo grazie al vestito buono cambia tutto.
    Ieri ero in auto con un cliente a cui devo fare il sito per il suo negozio di scarpe, scarpe di alto target che non scendono sotto i 100 euri a paio e si parlava della moda. Mi sono improvvisamente resa conto che io tranne la macchina fotografica canon e la toppa sulla borsa inneggiante lo scudo degli spartani. non avevo alcun simbolo, nessun brand. e si che faccio la pubblicitaria. 🙂 e sono totalmente no logo.
    Forse è il fatto che per le mie scelte di vita ma anche le scelte dei miei genitori, ho sempre vissuto in ristrettezze e quindi ho dovuto fare da me. ma sono grata di ciò…credimi.

    educazione spartana 😀
    e comunque riesco sempre a vestirmi bene. 😀

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  2. teacher

     /  30 ottobre 2012

    Embè… e poi metti la giacca della Lardini! Giusto!! 🙂

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  3. Anche per me, il buon gusto, non passa per le marche. Il gusto è personale, è frutto di ricerca, di conoscenza del sè, di esercizio. Ovvio che i soldi non comprano il buon gusto e tantomeno la classe (soprattutto quella!), ma se, come accade a moltissimi di noi, il budget non permette di allontanarsi dal grande magazzino ecco, arrivano i guai.

    E, in questo caso, massima stima/invidia/rispetto per tutte le persone dalle mani d’oro che in altro modo, con la loro spiccata personalità, riescono/possono continuare nella loro personale “ricerca di stile”… 🙂

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  4. antigonewoland

     /  30 ottobre 2012

    beh non so come siete messi a mercati dell’usato a trieste, ma qui a torino veramente si trova di tutto, e anche cose messe bene…e di buona qualità….quindi credo che a torino si parta un pò avvantaggiati…se si vuole perseguire la propria personalità invece che le mode…poi oh il completo di armani cel’ho anche io ne…ma mi è stato regalato…:-)

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