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Ancora Giacobbe…. e le “CIBERNETICHE DELLA SEDUZIONE”

Il buon Giulio Cesare Giacobbe insegna che l’uomo è attatto inesorabilmente dall’esemplare di femmina che, meglio di altre, si muove bene, crea dei disegni nello spazio con il dolce dondolio del fondoschiena, dipinge quadri astratti con il muovere delle mani e via di seguito.

Siccome l’ho presa molto sul serio questa faccenda della seduzione, mi ci sono messa di impegno… Avete presente l’ippopotamo di Walt Disney del film Fantasia? … Beh MOLTO ma MOLTo più seducente della sottoscritta! Senza dubbio.

Ancora non so come fanno "quelle", le seduttrici h/24,  che dondolano di lassù in alto con i loro tacchi a spillo o sulle infinite altezze delle zeppe…

Per me gestire il grosso fondoschiena è già un’impresa che richiede buone dosi di equilibrio, figuriamoci poi se il mio livello (scarsissimo) di concentrazione mi permette anche di ragionare su: come muovere le mani, guardare di sottecchi, sospirare profondamente, accennare un improvviso attacco di lordosi, umettarmi le labbra (o- in alternativa- non mangiarmi mai il rossetto e/o ancora meglio il lucidalabbra al cacao), mettere in mostra il balconcino, sculettare il giusto…

Una fatica bestiale questa seduzione!

Mi chiedo come fanno "quelle", le regine della biancheria "tutto-pizzo-pazzo" (che prude da MO-RI-RE!!!), le assidue del tacco 10, quelle che i capelli nemmeno dopo il casco sono MAI in disordine, che non sanno cosa vuol dire avere le unghie corte e sfoderano i loro lunghi artigli "french-manicure" anche per andare in gita alla domenica (e l’unghia a loro non si spezza MAI!!!), insomma le "cibernetiche della seduzione".

VI LANCIO UN APPELLO: condividete con noi almeno qualche segreto, un trucco magari, che ci sproni a non mollare in questo impervio percorso per essere seducenti, per guardarci allo specchio e non vedere più la brutta replica di cugino It, un pensiero positivo che ci sostenga nei momenti in cui ci viene voglia di mollare il colpo!

Pimpra

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4 commenti

  1. Benedetto

     /  18 luglio 2006

    Sarà che sono maschio e vecchio di 55 anni, che ho la scoliosi e l’artrosi all’anca e cammino male e sono di malumore, e che m’incazzo quando tutti i giorni incontro gente che vuole vendermi un contratto per un nuovo servizio telefonico, o per 100 partite in digitale, o incontro uno che vuole un favore, o mia figlia che vuole soldi, o il mio capo che vuole un lavoro per ieri… Ma dovrei anche incontrare una che dondolando il baricentro basso su 10cm di tacchi deve per forza (poverina) sedurmi? Ma perchè tutti non ci facciamo i c…i nostri e magari ci interessiamo agli altri se questi hanno qualcosa da dirci ( o se noi abbiamo qualcosa da dire loro) ed evitiamo di volere loro vendere per forza qualcosa?

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  2. Pimpra

     /  19 luglio 2006

    x Benedetto: innanzitutto, bentornato su questo blog! Parliamone: il tuo malumore è evidente (probabilmente i cambi di pressione atmosferica ti fanno dolere ancor di più le ossa)… Condivido la tua visione sulla non-necessità di vendere qualcosa agli altri, qui si tratta di “vendere qualcosa a se stessi”, per riuscire- magari- nel tentativo di approccio con l’altro, a farci anche ascoltare (oltre che guardare le tette) e ad ascoltare lui/lei. Sono allucinata dalla freddezza dei rapporti umani di questo tempo, dalla assoluta superficialità che li caratterizza, e per questo motivo applico la regola del “se vuoi combatterli, unisciti a loro”… magari dondolando con il baricentro basso, qualcuno potrà accorgersi che esisto e – forse- iniziare una relazione. Forse.

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  3. Benedetto

     /  19 luglio 2006

    Per Pimpra: Ahimè devo convenire che hai ragione sulla superficialità. Tu dici: se voglio vendere la macchina ci metto sul cofano una strafigona quasi nuda e faccio lo spot in TV, così la comprano ‘sta benedetta macchina e si accorgono che è davvero fatta bene, economica, buone prestazioni, etc. Se no chi se ne accorgeva, con tutta l’offerta ingannevole che c’e’?
    In fondo la seduzione è vecchia come il mondo, dalla mela di Eva in poi, tanto per dire una banalità. Mi rimane solo il rimpianto per dei rapporti più sinceri e semplici, senza pubblicità, come i film che si vedevano molti anni fa in TV: non c’era nessuno spot assordante ad interrompere la tenerezza della storia…

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  4. Pimpra

     /  19 luglio 2006

    Vero, al 100%. Mi pare che tutto quello che sta intorno a noi, alle nostre vite sia diventato ingannevole: dalle bugie che raccontiamo a noi stessi per sopravvivere, ai modelli che ci attaccano addosso per renderci tutti più simili, meglio gestibili. Sono davvero affranta dalla dura crosta che le persone hanno dovuto costruire per riuscire a dibattersi nella giungla là fuori. Il problema esiste da quando la crosta si è fusa con l’essenza che c’era dietro e la persona è diventata una maschera, di cemento però , non di porcellana friabile… Comunque, a dispetto di tutto e di tutti, sono felice di avere la testa dura e provarci e riprovarci, di cercare di trovare qualcuno che abbia ancora la voglia di “aprirsi” e di condividere! 🙂

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