SIX.Q TANGO INTERVISTE . Focus su “Il tango è donna, la donna e il tango”: SILVINA TSE

Ci sono donne che hanno una luce speciale, quando poi sono artiste, professioniste, ballerine, risplendono ancora di più.

Godiamoci questa intervista con Silvina Tse, meraviglioso connubio di oriente e occidente che, nel suo tango, esprime una sensibilità, una raffinatezza ed eleganza unici.

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INTERVISTA SIX.Q

Visioni e prospettive in breve del tango post Covid.

Focus su: il tango è donna, il tango e la donna

  1. Nome e città di provenienza

Silvina Tse un nome per il tango che sposa  le mie origini italiane e la mia metà genetica cinese. Nata e cresciuta a Bologna quindi culturalmente italiana

2. Dal tuo punto di vista di artista, professionista e insegnante, quanto incide nella tua danza, la femminilità della donna che sei fuori dalla pista e, al contrario, quanto ti è di ostacolo 

La mia vita e il tango si intersecano costantemente e ogni parte lavora sui limiti dell’altra. Il tango mi ha insegnato a rilassarmi, ad avere fiducia nella persona che sono, a liberare la mia creatività: mi ha costruito una identità e una personalità che precedentemente era nascosta dalle paure dei miei limiti e dall’insieme delle mie incertezze. La difficoltà con cui ho preso certe scelte nella mia vita hanno dato al mio tango un valore importante da sostenere quindi direi che il tango ha costruito la donna e la vita ha costruito un  ruolo per il tango. In aggiunta mi verrebbe da dire banalmente che non si smette mai di crescere e quindi di imparare: in questo modo il tango continua tutt’oggi a formare il mio carattere e la vita a riconoscere l’importanza che questa forma di espressione ha nella mia quotidianità. Il tango mi  riflette per come sono ed è la combinazione dell’umore del momento e del mio carattere di sempre. Difficilmente troverai delle diversità tra la Silvina “insegnante” e la Silvina “da aperitivo” anche perché i miei studenti diventano spesso le persone con cui mantengo una socialità al di fuori della scuola. Mi piace coltivare il gruppo dei miei allievi e prendermi cura per quanto possibile di ciascuno di loro. Nonostante questo mio “impegno sociale” mi viene comunque da specificare che d’altro canto  tengo un lato più taciturno e “asociale” che  rimane amante della solitudine e della riservatezza.

3. Quando insegni quale è il cambiamento psicologico, se avviene, che noti nelle allieve? 

Il cambiamento che il tango ti genera  deriva dal” punto di partenza” e dal” motivo” per cui scegli questo ballo (che spesso non si conosce e si scopre con il tempo). In generale mi verrebbe da dire che ogni fase di età ha i suoi cambiamenti corrispettivi perché ognuna corrisponde a certe esigenze specifiche personali. Tuttavia l’evoluzione avviene perlopiù in coloro che sono alla ricerca di questa crescita personale e hanno la flessibilità e la  predisposizione mentale ad accettare i cambiamenti. Questa crescita interiore si sviluppa attraverso i vari aspetti che compongono il tango ovvero la socialità, la musica, la tecnica, il rapporto con il partner di ballo…  Il tango ti forma se rimani abbastanza tempo da lasciare che questo ballo diventi parte della tua vita e in qualche modo allora si radica in un ruolo e lo esercita. Difficile individuare uno specifico cambiamento psicologico: l’innamoramento per il tango è lo specchio della ricerca personale, di qualcosa che ci manca nella nostra vita o nella nostra personalità. 

4. La follower moderna non è più legata al sesso femminile. Lo stesso vale per il leader. Nel caso specifico della/del follower, elenca quali sono, secondo te, vizi e virtù dello studio di ruoli non tradizionalmente riconducibili alla coppia Maschio/femmina.

Sono una grande sostenitrice dello scambio di ruoli. Qui in Italia osservo solitamente una maggiore propensione da parte delle donne a imparare il ruolo da leader rispetto al viceversa. Oltre alla curiosità, credo ci sia intrinseco un desiderio da parte delle followers di avere la possibilità di ballare anche quando non vengono invitate e un timore da parte degli uomini di perdere un po’ del proprio potere decisionale che invece esercitano appunto in quanto leaders. La disponibilità a mettersi in discussione, fondamentale per continuare a imparare, aiuta a comprendere le difficoltà dell’altro ruolo e a sviluppare una maggiore sensibilità reciproca. 

Dal mio punto di vista è fondamentale per le donne imparare a guidare per sviluppare il cosiddetto “ghost leader” che corrisponde a quella carica intenzionale da mantenere anche quando si segue il partner. D’altro canto mi piacerebbe che anche  i leaders avessero un potenziale “100% follower” ovvero una capacità di rispetto dei tempi di movimento della compagna  e di ascolto della musica anche attraverso le orecchie della  partner. A mio parere questo allenamento  renderebbe più armonioso e bilanciato il ballo con maggiore possibilità di dialogo per entrambe le parti nella creazione di un tango fatto “insieme”.

5. Secondo te il tango fa bene alle donne? Nel corpo ma, soprattutto nello spirito? Aiuta le donne a ritrovare se stesse, la loro femminilità, ad esaltarla, a farci pace… ? Hai avuto riscontri in tal senso dalle tue allieve?

La femminilità ha tanti aspetti. Alcune studentesse dopo un mese di tango hanno già comprato scarpe e vestiti e sono perfettamente immedesimate nell’immaginario collettivo della ballerina di tango. A parte il lato esteriore del cambiamento, il lavoro più a lungo termine è chiaramente nella tecnica dei movimenti, nell’interiorizzazione dei propri limiti, nella ricerca di uno stile personale. Femminilità non è solo nell’elevazione delle gambe o in chi ha il collo del piede più accentuato (anche se certamente sono dettagli/ capacità a cui dare valore); personalmente credo che la femminilità sia nel fare tesoro di quello che si è, riconoscendo e lavorando sui propri limiti: bisogna mantenersi umili e autentici verso se stessi e verso gli altri, imparare  con meno invidia  a lasciarsi inspirare da coloro che hanno ottenuto risultati a cui si ambisce. Il mio consiglio generale è di non limitarsi a perdere tempo nel tentativo di vivere la vita di qualcun altro ma di dedicarsi con costanza e motivazione ai propri sogni. Questo vale nella vita come nel tango: non è tanto il talento personale a renderti una gran ballerina ma quanto ci tieni e cosa hai da esprimere. Le difficoltà ci sono sempre ma sono ciò che ci fortificano e ci rendono più soddisfatte dei risultati ottenuti oltre a ricordarci quanto sia importante la perseveranza e la fiducia nelle proprie scelte. Concludendo mi viene quindi da dire che il tango è strettamente connesso a un processo di crescita interiore ma dipende da ciascuno di noi come reagire ed elaborare questa evoluzione: qualcuno si perde, qualcuno si trova.

6. Dì quella cosa che avresti sempre voluto dire ma che non hanno mai osato chiederti.

Quanto talento c’è nel mio tango? Assai poco. Dopo molti anni un ballerino che era assistente nella scuola in cui avevo iniziato mi confessò che riteneva fossi “un caso perso”. Molte persone che mi vedono oggi credono che il mio Tango derivi da tanti anni di danza classica: confesso che in realtà questi anni sono stati solo 2, fatti da adolescente una volta a settimana come era nelle possibilità della mia famiglia. Sicuramente ho avuto l’occasione di praticare davvero tanti sport e sviluppare molta coordinazione ma vi assicuro che per il tango il percorso è stato lungo, travagliato, accompagnato dall’amore per questo ballo e da molta forza di volontà. Premettendo che nel Tango non si è mai “arrivati”, alla fine parte del gioco consiste nell’accettare le proprie imperfezioni.

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Per studiare e per contattare la Maestra:

Instagram: Silvina_Tse_Tango

Pagina FB: “Free Online Tango Lessons by Michael and Silvina”

Scuola Streetango – Tango Bologna e Modena

Sito web 

www.theartoftango.club 

www.streetango.it

www.artedanzabologna.com

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Ringrazio Silvina per il suo contributo che ho tanto apprezzato.

Pimpra

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