SIX.Q TANGO INTERVISTE. CARLO FELLER E LUCIANA MUZIO

Le SiX.Q proseguono nel loro viaggio incontrando due giovani e brillanti maestri che risiedono a Milano. Di seguito la loro intervista, buona lettura e… prendete appunti c’è di che imparare!

***

SIX.Q

  1. Nome e città di provenienza

Luciana Muzio, vengo dalla provincia di Napoli ma ora vivo a Milano.

Carlo Feller, vengo da Milano Milano

2. Lo stop forzato dalle milonghe ci costringe, se lo vogliamo, a praticare la tecnica. Definisci le priorità a cui prestare attenzione: piedi, gambe, asse, abbraccio… 

L. L’indipendenza corporale. In molti hanno trascorso questi mesi da soli, senza poter praticare o ballare con un partner. La cosa migliore è quindi lavorare con esercizi di equilibrio per migliorare il proprio asse e renderlo sicuro, radicato, indipendente per poi facilitare la meccanica di coppia in un futuro che spero sia il più prossimo possibile.
C. Anche senza praticare si può recuperare una coscienza del corpo e dei suoi movimenti. Stare fermi molte ore amplifica i difetti della nostra postura e ascoltando il corpo possiamo capire come risolverli. Lo stesso vale per gli appoggi quando camminiamo per la strada con la mascherina.


3. Quando insegni, quale è l’errore tecnico che ritieni imperativo correggere nei ballerini/e?

L. I casi sono tanti e tutti diversi. Una delle cose che forse accade più spesso è che i ballerini fissano il proprio focus su un solo elemento o sul una sola parte del corpo. Il movimento a mio avviso deve essere “globale”. Tutto è collegato: una dissociazione non è una rotazione isolata delle spalle, ma anzi: per fare in modo che questa funzioni tutto il corpo deve “fare qualcosa”. Distribuendo le energie in tutto il corpo si evitano accumuli di tensione e il ballo risulta di sicuro più armonico. 

C. Premesso che ogni cosa è connessa, credo che il bacino sia un punto focale nella tecnica. Esso può essere sia la causa che l’effetto di molte problematiche nel ballo. Riuscire ad avere coscienza del suo utilizzo può allo stesso tempo stabilizzarci e darci libertà espressiva. Questo vale anche nel twerking.

4. Il tuo esercizio preferito da fare a casa per mantenere il corpo agile e abile al tango. 

L. Il più basico di tutti: spostare in blocco il proprio asse e quindi il proprio peso dalle dita dei piedi ai talloni, da destra a sinistra. Giocare con tutti i punti di appoggio dei piedi per scoprirne le possibilità e i limiti. Provare anche su una sola gamba provando anche a fare delle piccole dissociazioni. Cominciare da uno spostamento di asse molto ampio per poi ridurlo e farlo diventare sempre più interno. Se il movimento parte correttamente dal pavimento, per arrivare ai piedi e poi a tutto il corpo, sarà molto più semplice capire qual è la relazione che intercorre continuamente tra pavimento e corpo.

C. Rimbalzare e pivottare quando dimentico qualcosa, fare torsioni al computer, salire e scendere dalle punte lentamente per prendere oggetti in alto. Mettere il tango ovunque è un ottimo esercizio, cercando di non apparire stravaganti.

5. I video quando si pratica a casa: sei favorevole o contrario? 

L. Assolutamente favorevole!
C. Favorevole, da non fare in maniera ossessiva.


6. Dì quella cosa che avresti sempre voluto dire ma che non hanno mai osato chiederti

L. Ah, questa è difficile! Vorrei che le persone che ballano questa danza meravigliosa si godessero di più il percorso, invece di affannarsi per arrivare ad un punto di arrivo, perché quello non arriva mai! E’ un ballo troppo complesso per credere di averne carpito tutti i segreti, anche dopo 20 anni di esperienza. 

C. Continuando a ballare è sempre più difficile ballare e non il contrario. Il bello sta lì.

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Per studiare e per contattare i Maestri:

Associazione: TangoZeroDue, Milano

Sito Web: https://tangozerodue.it/

Pagina FB: Tang02

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Ringrazio Luciana e Carlo di aver partecipato con entusiasmo all’intervista! Spero di potervi incontrare presto di persona!

Pimpra

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