FORSE I BAMBINI NON DEVONO SEMPRE NASCERE. UN PENSIERO SULLA LIBERTÀ.

bebe

 

Ai tempi rimasi folgorata da una frase detta dal mio professore di filosofia “Dio è immensamente buono e immensamente giusto”.

Mi chiedevo “Ma come è possibile? Giustizia e bontà non corrono sulla stessa linea di significato. Se sono giusto, non è detto che possa essere buono e viceversa”.

Questo pensiero è riaffiorato alla mente in questi giorni a fronte del dibattito scaturito dal bando di concorso di un ospedale per la ricerca di due medici ginecologi non obiettori di coscienza, al fine di garantire il diritto, sancito da legge dello stato, di interrompere una gravidanza.

Come posso essere “giusto”, seguire la legge che permette alla donna che lo desidera di abortire, se nel mio cuore la penso diversamente, se credo fermamente al diritto alla vita?

Rispondere non è facile.

Da donna che, fortunatamente, non ha mai dovuto ricorrere a tale pratica, mi sembra incredibile che, specie al sud dell’Italia, la percentuale di medici obiettori si aggiri attorno all’80%.

Mi sembra folle che, chiunque, in uno stato laico e liberale, non possa esercitare un suo pieno diritto.

Sono fermamente convinta che per OGNI donna, mettere fine alla vita che porta in grembo sia choccante, doloroso, una ferita che porterà sempre dentro di sé, ma sono altrettanto convinta che non tutti i bambini dovrebbero nascere. A volte è meglio optare per una scelta radicale, dura e dolorosa che sia.

Personalmente, non riesco razionalmente ad immaginare che nelle prime settimane di vita, grumi di cellule possano già di per sé esprimere un essere umano (benché la scienza affermi il contrario), come se, l’anima, quel particolare che rende ognuno di noi unico, arrivasse dopo. Ma è solo un mio pensiero, determinato, probabilmente, dalla totale mancanza dell’esperienza della maternità

Allo stesso momento, rispetto completamente chi, quella vita infinitesimale, vuole preservarla.

Resto comunque dell’idea che libertà, libero arbitrio, siano una dimensione estremamente soggettiva e intima. Pertanto, starò sempre dalla parte di coloro che vorranno agire un loro diritto, contro quelli che, per profonde convinzioni personali, tale diritto negano.

E torna la frase nella mente “Come si fa ad essere immensamente buoni ed immensamente giusti nel medesimo istante”?

Pimpra

image credit da qui

 

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7 commenti

  1. Fedifrago ®

     /  23 febbraio 2017

    Purtroppo in Italia c’è anche il Vaticano …..
    Comunque, la legge sancisce sia il diritto di scelta delle donne (L.194) tanto quanto il diritto all’obiezione di coscienza. Ciò che mi fa ferocemente incazzare è che gli obiettori ed i loro “sponsor” politici e clericali si scaglino contro chi ha deciso di far rispettare anche la libertà delle donne, assumendo medici non obiettori; se tu vuoi che io rispetti la tua libertà devi anche rispettare la mia

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    • Dici bene, è necessario vi sia equilibrio tra obiettori e non al fine di permettere alle donne di esercitare il diritto di interrompere la gravidanza, se lo desiderano. Poi, a monte, è logico che va fatta una forte operazione culturale poiché, abortire, non deve venire considerato uno dei metodi contraccettivi… ma questo è un altro discorso…

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      • Fedifrago ®

         /  24 febbraio 2017

        Ovviamente i presupposti sono che non sia un metodo contraccettivo. Però mi disturba che per ben due volte abbiano tentato di azzerare la 194 con referendum che hanno perso, ed ora continuano a provare ad annullarla nei fatti con l’obiezione. Saranno anche cattolici, ma soprattutto abbietti

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      • Sono più che TOTALMENTE d’accordo con te!

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  2. ci sono temi etici che sono talmente delicati e inerenti la sfera personale che possono essere tutelati attraverso la libertà di scelta appunto. Negarli in questo caso non significa tutelare la vita ma chiudere gli occhi e mettere la madre che fa la scelta nelle mani di gente con pochi scrupoli.
    come chiudere gli occhi sul tema dell’immensamente buono e giusto dicendo che c’è un disegno… ma che disegno c’è nel far morire bambini di stenti in sperduti villaggi dell’Africa dove nessuno né trarrà alcun insegnamento né ovviamente giovamento?

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    • Pienamente d’accordo, ma proprio pienamente…

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    • Von Calypso

       /  25 febbraio 2017

      Che disegno c’è nel far fare una vita di merda ad un bambino che verrà percepito, nonostante tutto l’amore del mondo, come un peso dalla madre perchè costretta a metterlo al mondo in una situazione per lei insostenibile(perchè vuoi che sia figlio di uno stupratore o si rompa il preservativo: una scelta così lacerante e definitiva (come il suicidio) è necessariamente supportata da valide ragioni no?) ?

      Ma la cosa che veramente a me fa incazzare moltissimo è la questione che se tu sei obiettore anche come ginecologo puoi benissimo fare altro in campo ginecologico coerente coi tuoi principi… allora proprio vuoi scassare le palle a delle persone che già di loro, per la scelta che stanno facendo, soffrono moltissimo…

      Per me se un medico obiettore sceglie scientemente di eludere una legge italiana che sancisce il diritto della donna di interrompere la gravidanza andrebbe radiato tanto quanto quelli che violando il divieto assistono un’eutanasia…non è forse lo stesso?

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