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I DIALOGHI IMPOSSIBILI: L’IMPERMEABILE

BOGART

Lo sai che c’è? Ho imparato tantissime cose fin qui, cose che servono per vivere, per sopravvivere e per mantenere alto l’umore/l’amore/ e largo il sorriso.

Ma sai che c’è? devo apprendere una delle lezioni più importanti.

Quale?

Devo imparare a “impermeabilizzare“.

?

Sì, rendere impermeabile a tutto/i la pelle, me stessa, il mio cuoricione, la testa.

Addirittura???

Sì, è così.

Però non è una rinuncia alla vita, quella a cui sto pensando, anzi. E’, piuttosto, la più alta presa di coscienza del sè, la difesa di quel che abbiamo di più sacro e inestimabile: noi stessi.

Interessante.

Sì, molto.

Impermeabilizzarsi” equivale a non farsi trascinare nella merda esistenziale di chi ti sta intorno, significa vivere in armonia con se stessi e con l’esistente, non farsi prendere nelle spire di ciò che è sbagliato per noi.

Vuoi un esempio?

Macchetelodicoafare, te lo servo in un attimo: vedi un po’ che ti chiedono di fare un lavoro che tu prepari con coscienza, poi spedisci dove ti viene detto. Attendi un feedback, un riscontro, anche una critica, qualsiasi cosa. E aspetti invano.

E ti arriva una telefonata che ti dice “ci hanno chiamati per parlarne”. Resti ammutolita e chiedi come mai non hanno chiamato te per dirtelo e che loro, li devi incontrare insieme a un altro.

Perchè, fondamentalmente non ha senso: io scrivo a te, tu non mi rispondi, ma convochi lui, dicendo che porti anche te (ma dell’argomento, la sola che sa, sei tu).

Ebbene, tutto questo, a una come me, creerebbe frustrazione gigantissima. Perchè, la sola cosa che posso spendere di me, sono io e il mio (buon) nome. Mentre qui, vogliono togliermi tutto, per prima cosa, la mia identità.

Oggi, però, dopo un attimo di male profondo alle viscere, mi sono tirata su, ho fatto un respiro profondo e indossato il mio impermebile.

Il risultato è che, adesso, ci ripenso e rido, rido della loro bassezza, rido dei loro intenti, rido della loro affannosa ricerca di visibilità, rido della loro ipocrisia, rido della loro limitatissima umanità.

L’impermeabile è caruccio però, lo sto ancora pagando a rate.

E ci rido su…

Pimpra

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LA VERTIGINE

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A volte mi accade di avere una sensazione come di star sprecando il tempo.

Osservo la vita che mi scorre accanto e mi pare di stare ferma, al palo, senza muovermi, mentre tutto intorno a me si sposta.

E’ come una vertigine. Ma di quelle brutte. Non è stupore, non è spavento, non è emozione è proprio spreco.

Più diventa forte la sensazione, più aumenta la voragine del senso di colpa: non si può “sprecare”. Nulla nella vita andrebbe sprecato.

Ecco che cerco un rimedio, un balsamo che addormenti la testa pensante e che sedi l’ansia di non usare in modo conveniente ciò che mi è stato dato.

E la situazione peggiora. E subentra la pigrizia di agire, di dare una svolta alla giornata, di muovere il culo per stare meglio.

E pesa, il culo pesa da morire quando non hai il morale giusto per la lotta, anche se sai che devi farti forza.

Dal pensiero all’azione, per farmi passare il fastidio e rimettermi in pista con le giuste motivazioni, stasera milonga. E non si discute.

🙂

Pimpra

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MARE, PROFUMO DI MARE

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Ogni città trendy di mare, ha le sue spiagge cool, luoghi in cui ritrovarsi e far bella mostra di sè, conoscere, frequentare, ammiccare, flirtare… e godere edonisticamente dell’estate, senza porsi troppe domande e darsi risposte inopportune.

Di sicuro definire Trieste una città trendy è, di per sè, una forzatura che, qui, siamo tutto fuorchè trendy.

Eppure…

Una domenica sulla riviera barcolana che, se me lo dicevano qualche anno fa, prendevo il revolver e mi sparavo un colpo secco alla tempia, passata a far finta di abbronzarmi, ma soprattutto ad osservare la variopinta umanità.

Qualcuno conosce “Barcola”? La riviera più assurda d’Italia.

Fino a pochi anni addietro si prendeva il sole a fianco alla strada panoramica che, dalle alture carsiche portava alla città: spettacolo di rara bellezza, il golfo di Trieste che, dai faraglioni si apre  alla vista. Una volta giunti all’altezza del mare, gli occhi vengono premiati dalla visione di corpi danzanti o mollemente adagiati su teli colorati, lucidi di creme e sudore, bagnati, ma sempre belli, giovani e tonici.

Perchè arrivando in città si atterra nella parte di costa chiamata “bivio beach” e poi la Marinella e via via a scendere fino a raggiungere i Topolini e la pineta di Barcola.

Ogni tratto di costa ha il suo pubblico e i suoi corpi e le sue età…

Domenica ho fatto un balzo indietro nel tempo perchè, il Bivio della mia adolescenza era popolato dagli stessi frequentatori dell’epoca!

Li ho visti invecchiati, male per lo più. Alcuni ragazzi che allora mi mandavano l’ormone in fermento, mi hanno lasciato di stucco per il crollo del loro sex appeal: imbolsiti padri di famiglia, senza fascino e senza più luce negli occhi.

Attonita, ho continuato a scandagliare il popolo della domenica mattina dietro le lenti verdi dei Ray Ban, notando che il topless delle signore di mezza età è tornato di gran moda!

Le tette non più fresche delle mie coetanee esibite con appagante nauralezza, vicino alle pudiche (o sagge?) ventenni che, al contrario, indossavano convinte il due pezzi.

Al Bivio non si smette mai di imparare.

Il mio telo accanto a quello di un gruppo di culturisti.

Loro, piccoli Big Gim gonfi di steroidi, le loro compagne, gonfie bambole di silicone strafatte di ormone della crescita. … Avevano una voce maschia e roca che rendeva difficile distinguerle le une dalle altre.

Sono state due ore divertenti, passate a guardare in giro, a godere delle infinite sfaccettature dei comportamenti sociali degli umani che, mezzo svestiti, si incontrano…

… e non vi racconto dei lui in costume bianco… va là… 😉

Pimpra

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TROVA LE DIFFERENZE

spritz aperol

A chi mi dice che non sopporta il caldo, le zanzare, l’umidità la gente in spiaggia, gli uomini in flip flop, indici ineludibili del periodo estivo, dico che questa stagione, al contrario, è meravigliosa.

Il caldo si sopporta, le zanzare si sterminano, l’umidità si combatte con il condizionatore  e per gli uomini in flip flop… beh, purtroppo per quelli non c’è rimedio…!

Una semplice uscita serale con gli amici diventa un momento piacevole, più piacevole di quanto non sia, lo stesso incontro, d’inverno.

Si sta fuori, la temperatura accarezza la pelle, si indossano sempre meno vestiti… gli ormoni sono in fibrillazione… si percepisce indistintamente un’energia particolare.

Aggiungiamo, a tutto questo, un ingediente speciale… uno spritz Aperol!

Ieri sera, una cara amica udinese, in quel di Udine, prima della serata di practica, mi porta in una carinissima trattoria/bar vicina a una roggia. Lei ordina un prosecchino, io lo spritz.

Arriva il calice e mi accorgo immediatamente che è diverso da quelli che servono a Trieste: il colore è molto più intenso, il ghiaccio e l’alcol creano una specie di corrente all’interno del bicchiere che evidenzia indiscutibilmente che la parte alcolica è di molto superiore a quella acquosa.

Dal primo sorso  una saetta raggiunge  dritta il cervello mandando  in tilt tutte le lampadine neuronali. E’ fatta, in un istante sono ubriaca.

Sticazzi.

La mia amica, accortasi perfettamente del mio mutato stato cerebrale si è messa a ridere pesantemente di me, dicendo “Mia cara, come si vede che non sei di queste parti!”

… Con le pive nel sacco, ho dovuto riconoscere il mio ko.

E mi chiedo come mai a casa mia, a Trieste, di sprtiz Aperol posso berne anche più d’uno e non subire tali effetti collaterali, mentre un solo bicchiere udinese è stato in grado di mettermi al tappeto!

Amici Cari, ma che ve lo dico a fare, buon fine settimana!

Pimpra

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SHOPPING CINESE

chineseLuglio è tempo di saldi e, benchè l’armadio non abbia bisogno di essere ulteriormente rimpolpato di stoffa, non ho resistito alla tentazione.

Tra me e me mi sono fatta promettere di non esagerare che non sono momenti.

Gasata, compulsiva il giusto, mi sono fiondata nel “quartiere cinese”di  Trieste ovveo Borgo teresiano dove  ho iniziato il mio tour.

Entro nel primo magazzino, giro per le corsie, tocco tutto, sposto gli stracci, finchè individuo merce che fa al caso mio.

Vado nel camerino, sui miei vestiti provo i loro, e vado a pagare.

Mentre effetuo la scelta, sono scortata dal cinese che mi osserva e mi chiede, in un italiano decoroso, se può essermi di aiuto. Rimango (piacevolmente) stupita e mi faccio aiutare.

Detto fatto, mi presento alla cassa con una montagna di straccetti che fanno al caso mio.

Il conto si fa prima con la calcolatrice, esce l’importo, si contratta ancora sul prezzo e, voilà, il gioco è fatto.

Ammontare totale della spesa euro 60,00 e dello scontrino di cassa nemmeno l’ombra.

Senza fare una piega dico loro che fuori c’è la polizia e che lo scontrino mi serve, sorridono,  battono 20 euro.

Esco.

La stessa scena si ripete in tutti i negozi in cui sono entrata e in cui ho comprato qualcosa. L0 scontrino fiscale non esiste. Se c’è, bisogna chiederlo, e comunque non è mai dell’importo intero.

Ora mi chiedo: ma in che paese di merda viviamo?

Le regole valgono solo per pochi, le tasse le pagano solo gli sfigati, quelli che per necessità o impossibilità oggettive non possono evaderle.

E allora?

Ma a cosa servono guardia di finanza, carabinieri, polizia ecc ecc se i controlli non vengono mai effettuati? Ma si metterà qualcuno in borghese, fingerà di essere un acquirente e li coglierà sul fatto?

Mi dicono che dovrei andare a presentare denuncia. E perchè dovrei espormi io, che magari quelli mi mandano un loro scagnozzo che mi rifila una lezione che non me la dimentico più?

E la cosa ancora più incredibile è che le merci che ho comprato avevano tutte provenienza italiana… non so se mi spiego…

MALA TEMPORA CURRUNT…

Si, lo so, potrei evitare di fare shopping cinese ma… tant’è!

Pimpra

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STICAZZI III° – (NON HO L’ETA’)

oldyounghands1Di ritorno dal mio primo week end al mare.

Colorito bonne mineumore gaio e una valigia di insegnamenti.

Doveva essere una delle mie “solite” avventure tanguere, un festival condito da mare e piscina che, sulla carta, è uno dei mix che preferisco.

Sulla carta, appunto.

Parto benissimo con la prima milonga a bordo piscina, non fosse che, guardandomi in giro, mi accorgo che l’età media è tra i 28 e i 32 anni. Ragazze dai corpi flessuosi e magre come giunchi, ragazzi “imberbi”, nessuna compilation di rughe o di cellulite infestante. A quell’età non sono problemi conosciuti.

Suona il primo campanello d’allarme.

[Sticazzi]

Mi preparo per la milonga serale, quella che ti traghetta fino all’alba.

Sono allegra, ho ballato bene, gli amici sono deliziosi, il clima mite.

Mi presento alla serata e le antenne mandano immediatamente un segnale negativo. Non le voglio ascoltare.

Errore.

Resto seduta, sono invisibile, mi muovo nel grande salone, sono trasparente.

Comincio ad accusare il colpo.

Davanti ai miei occhi solo figa, figa, figa, figa.

Svestite, provocanti, sensuali, patatone, giovani e, le maledette, pure brave. [Se sei figa, ne hai 20 o poco più, mandi segnali atti ad attizzare l’ormone e non sei una “antiballerina”, i migliori ti inviteranno sempre e tu, danzatrice in erba, brucerai le tappe della tua crescita di ballerina  e – maledizione!- diventerai brava sul serio!]

[Sticazzi]

Morale: alle 3.30, con le pive nel sacco, un giramento di palle epocale, sono tornata a piedi in hotel.

Il giorno dopo mi sono presentata in milonga alle 4.50, così da rendere l’agonia più breve e togliermi la soddisfazione di vedere l’alba. Ed è stata la scelta giusta.

MORALE:

ci sono eventi, situazioni,  che ti sbattono in malo modo in faccia la tua età. Che ci vogliamo credere, oppure no, se sei negli “anta” (anche se sono i primi anta) sei VECCHIA. Punto e basta. Nessuna altra verità è accettabile oltre la maledetta realtà della data sul tuo passaporto.

Ed è difficile, maledettamente difficile accettarlo. Perchè, dentro, senti di avere ancora 25 anni…

…NON HO [più] L’ETA’ … cantava qualcuno…

STICAZZI.

Pimpra

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ESTATE

estate

La riconosco dall’odore. In scooter, al mattino.

Ogni stagione ha il suo profumo. A primavera è più facile, la natura esplode nei suoi fiori, l’erba nuovamente brillante, gli alberi si rivestono di fogliame.

L’estate è come una donna nel pieno della sua maturità sessuale. Non ha paura di guardare dentro le tue pupille, anzi le scruta, per trovare i tuoi pensieri nascosti.

L’estate è promessa. Di un “chissà” che forse non si avvererà mai ma che resterà fonte di tensione e desiderio.

E’ leggerezza, non è più affanno. Il corpo va, si lascia andare, è libero dalle corazze della stagione invernale.

I colori, le luci, i chiari e gli scuri cantano liberamente la loro melodia, non sempre in accordo, ma con grande energia.

E, così, estate mi sento anche io. Gatto sonnacchioso e ribelle, pipistrello, grillo, lucertola, gabbiano.

Ed è così che mi piace essere. Libera.

Pimpra

DONNE D’ACCIAIO

Tonificazione1-960x400La vita non smette mai di sorprendere.

Un lunedì qualunque del calendario decidi di provare una lezione in palestra che l’insegnante ti ha invitata stuzzicando il tuo cuore sportivo “Vieni, ti divertirai di sicuro!”.

Lei è una ragazza giovane dall’età indefinita, nel senso che potrebbe avere dai 22 ai 35 anni e sarebbe uguale. Una triestina doc: bionda, occhi azzurri, abbronzata, vivacissima, iper sportiva, allegra, sempre con il sorriso.

Insegna in palestra, ma credo che lavori anche in ufficio, ha una passione in quello che fa che mi colpisce. La vedo sempre durante le sue lezioni di zumba, io corro sul tappeto e seguo le sue evoluzioni dall’alto. Coinvolge pure me con la sua carica e le mie zampettone si muovono più leste.

Ieri mi sono lasciata convincere assicurandomi che non si trattasse di fare coreografie per cui sono negata. “Stai tranquilla, è molto facile, schematico, vedrai che riesci a seguire senza problemi”.

Detto fatto, mi presento già sconvolta che, con l’idea che sono una belva, prima della “ginnastichina delle donne”, mi serviva far montare le pulsazioni, sudare. In una parola stancarmi.

… una mossa davvero molto furba la mia.

Tra il lusco e il brusco mi sono trovata dentro a un allenamento preparatorio a una gara da Iron man, donne potentissime, toste, motivate che si allenavano assiduamente!

Alla facciaccia mia e della mia arroganza sportiva! Ho tenuto botta, con una certa dignità, per la prima metà dell’allenamento, confesso che poi  ho dovuto attingere a tutta la mia forza di volontà per non fare la figuraccia di quella che molla il colpo!

Aerobico a ritmo elevato e resistenza e addominali e braccia- spalle – glutei  ce n’era per tutto il corpo!

MORALE:

  • 1.5 kg meno di ieri. Significa che mi sono liberata di 1,5 litri d’acqua. Favoloso!
  • il corpo è più scattante, sento lievi doloretti qua e là, sintomo che ho lavorato bene, in un crescendo giusto di sforzo
  • ho l’umore alle stelle: fuori è estate e sto surfando su un’onda di endorfine!!!

Nessun uomo della sala pesi ha avuto il coraggio di affrontare la lezione.

E le “donnine” se la ridono, piccole “Iron Man” travestite da pulcini!

… e il merito va alla bravissima Anna Paola!

Pimpra

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CALAMARI E TANGO

Foto di Pimpra

Foto di Pimpra

Cosa c’è di più bello di un tramonto sul mare, mosso da delicata brezza, pennellato dalla  fioca luce del faro della Vittoria, profumato di fritto misto di pesce, condito da un delicato sottofondo musicale?

Poche cose, davvero molto poche.

Un quadretto così, te lo porti nel cuore nelle uggiose e grigie giornate di novembre e il ricordo è come se accendesse una luce nel buio.

I venedì della milonghetta al Ferroviario, dove tutto quello che viene richiesto è di ricambiare la cortese ospitalità degli organizzatori mostrando senza pudore un bel sorriso aperto, manifestando senza timidezza il piacere di stare insieme.

Trieste, d’estate, offre delle chicche imperdibili, per chi, come la sottoscritta, sa apprezzare le cose semplici e ben fatte, le atmosfere vere, le persone piacevoli.

Ecco che una milonga in riva al mare, in uno stabilimento balneare d’antan (esisteva già ed era già “vecchio” quando ero una bimba.. non so se rendo l’idea…), si trasforma in una pausa rigenenerante d’estate.

Se, poi, accanto a tutta questa piacevolezza ci metti pure il delizioso piatto di calamari… diventa un appuntamento imperidible!

Ho già prenotato il tavolo per la prossima!

Per i curiosi, le informazioni, qui.

Pimpra

O’ SOLE MIO!

LatoB

Trieste è una città adorabile.

Piccola quanto basta, senza essere eccessivamente provinciale, storicamente “metropolita” per ragione del suo porto, asburgica per vocazione, orientale per posizione geografica, strana per i suoi abitanti.

Soffermiamoci sulla razza dei triestini.

Innanzitutto sarebbe divertente capire in che cosa consta la “stirpe”. Con una semplice parola, ce la caviamo con un “bastarda”. Non voglio offendere nessuno, sia chiaro, ma noi triestini, siamo mix di tanti popoli, di tante genti, di tante storie.

Siamo confine, siamo porto, siamo est e nord est. Siamo semplici e complicati, ciarlieri e profondi, intellettuali e mercanti.

E poi, siamo amanti del sole.

Chi ha il piacere di razzolare in città si accorge con stupore che, dai primi raggi del disgelo (e qui quando fa freddo, fa freddo), gli ameni abitanti si presentano in quel di Barcola o ai Topolini o al Pedocin per godere delle prime carezzine del sole.

E’ qui che il triestino si distingue da tutti gli abitanti della costa regionale. Egli riesce ad esprimere un grado di coloritura vicina al cioccolato fondente dal  mese di marzo (in stagioni “normali”, quest’anno ha posticipato per necessità, ma non si è fatto trovare pallido ai primi assalti del sole, arrostendo la pelle sotto le lampade abbronzanti).

La sottoscritta, figlia maggiore della mozzarella di bufala, e perciò portatrice sana di efelidi, cuperose, nei e quant’altro legato ai danni provocati dall’esposizione sconsiderata, vuole mandare un’appello ai suoi concittadini affinchè prevengano i danni gravissimi che il sole moderno regala.

Avere il colore del cuoio di Russia, oltre a non essere precisamente segno distintivo di eleganza, può portare i seguenti danni:

  1. invecchiamento precoce della pelle
  2. tumori della pelle (nel migliore dei casi il basalioma, nel peggiore il melanoma)
  3. macchie
  4. rughe che più ne ha più ne metta
  5. pelle cadente
  6. ecc ecc

Il sole è nostro amico se proteggiamo la pelle con le creme a fattore protettivo (dalla protezione 10 in su, sotto come niente), se evitiamo di cucinarci dalle 12.00 alle 15.00, se ricordiamo di rimetterci la crema per più volte durante l’esposizione e dopo i bagni.

Ecco, zia Pimpra ha detto quello che doveva, perchè vede in giro troppi concittadini letteralmente “bruciati, cotti, invecchiati” ed è dispiaciuta perchè vorrebbe vedere tutti sempre sani, belli e giovani!

BUON SOLE!

Pimpra

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